Di Luca Franceschi
///
La tragedia che ha colpito Sarzana ha profondamente scosso l’intera comunità locale. Un uomo di 64 anni ha deciso di togliersi la vita in un momento di estrema fragilità, durante l’esecuzione di uno sfratto per morosità. Un gesto improvviso e drammatico che lascia sgomenti e che non dovrebbe essere oggetto di strumentalizzazione politica, risultando moralmente inaccettabile.
Secondo Maria Grazia Frijia, deputato di Fratelli d’Italia, di fronte a una morte così dolorosa il primo dovere della politica dovrebbe essere il rispetto. Rispetto per la vittima, per la sua famiglia e per una comunità colpita nel profondo. Utilizzare questa tragedia come pretesto per attaccare il Governo, parlando di responsabilità che non trovano riscontro nei fatti, rappresenta un comportamento grave e indegno.
A poche ore dai fatti, tuttavia, alcuni esponenti della sinistra nazionale hanno scelto di parlare di “tragedia annunciata” e di presunte responsabilità istituzionali, senza attendere gli accertamenti e senza conoscere il caso concreto. Da Elly Schlein a Marco Grimaldi, secondo Frijia, si è preferito cavalcare emotivamente una morte per sostenere tesi ideologiche precostituite. Questo non è impegno sociale e non è difesa dei più fragili, bensì sciacallaggio politico, ed è inaccettabile che avvenga sulla pelle di chi non può più difendersi.
Anche il vicesindaco di Sarzana Carlo Rampi è intervenuto sulla questione, sottolineando che attribuire allo Stato, al Governo o alle istituzioni locali responsabilità che non emergono da alcun dato oggettivo significa diffondere una ricostruzione falsa e irrispettosa. La tragedia, secondo Rampi, nasce da un disagio personale profondo e ridurre una vicenda umana così complessa a uno slogan, pur di speculare politicamente sul dolore, rappresenta il modo peggiore di affrontare temi delicatissimi come la casa, la solitudine e la fragilità psichica.
La politica deve interrogarsi su ogni fatto, ma deve anche sapersi fermare davanti al dolore. Sarzana merita rispetto, non polemiche costruite dall’alto e lontane dalla realtà dei fatti. Raccogliere un fatto di cronaca e speculare su una tragedia personale per fare politica nazionale rappresenta un atteggiamento vile e indegno. La vittima merita silenzio e verità, non slogan, e le istituzioni meritano di non essere trascinate in una polemica mendace, costruita sulla pelle di chi non può più difendersi.
