Di Luca Franceschi
///
Fabio Raimondo, deputato di Fratelli d’Italia, ha condiviso le sue riflessioni sulla cerimonia del Giorno del Ricordo svoltasi nell’Aula di Montecitorio, ripercorrendo un cammino personale che lo ha visto impegnato da anni nel raccontare la storia delle foibe.
Il parlamentare ha ricordato gli anni del liceo, quando insieme ad altri ha deciso di affrontare il tema delle foibe nonostante le pressioni e le resistenze che caratterizzavano quel periodo. In quei tempi, ha spiegato, parlare delle foibe rappresentava un gesto coraggioso che significava sfidare un’egemonia culturale consolidata, rompere un tabù ideologico e esporre se stessi a insulti, pressioni e tentativi di delegittimazione. Era una scelta che comportava un prezzo da pagare, ma che permetteva di rifiutare una menzogna costruita sul silenzio e di portare questa storia taciuta a centinaia di studenti.
Raimondo ha descritto come un momento carico di emozione il trovarsi oggi nell’Aula di Montecitorio per la celebrazione del Giorno del Ricordo. Ha sottolineato che il riconoscimento della verità, a lungo negata, rappresenta il frutto dell’impegno di chi, sin dal secondo dopoguerra, ha continuato a ricordare quando nessuno voleva ascoltare queste testimonianze.
La presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla cerimonia ha conferito, secondo Raimondo, il riconoscimento pieno delle istituzioni della Repubblica a una verità finalmente emersa dalle ombre della storia.
