(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Quella in corso a Torino è una vera e propria guerriglia urbana, non una manifestazione. Incendi, cassonetti e materiali dati alle fiamme, lanci di pietre, petardi e razzi, scontri anche nell’area universitaria, feriti tra manifestanti e forze dell’ordine, mezzi della polizia incendiati: un’escalation gravissima e intollerabile legata al corteo per Askatasuna.
Ancora una volta una città viene messa a ferro e fuoco e i costi della violenza ricadono sulla collettività, sui cittadini e sulle forze dell’ordine chiamate a ristabilire legalità e sicurezza. Questo non è dissenso, è violenza organizzata, reiterata e prevedibile. Ora basta. Basta violenza. Basta devastazioni. Basta danni pagati dai cittadini.
La domanda è inevitabile e politica: chi pagherà questa volta? Chi risponderà dei danni materiali, dei mezzi distrutti, dei feriti e dei costi per l’ordine pubblico? Chi ha promosso, sostenuto o legittimato questa piazza non può sottrarsi alle proprie responsabilità. In particolare, la partecipazione e l’adesione di esponenti di AVS a un corteo degenerato in violenza impone una presa di distanza chiara e immediata.
È tempo di dirlo senza ambiguità: chi rompe paga. Risarcimenti e responsabilità civili e patrimoniali devono ricadere su chi organizza, sostiene e giustifica la violenza, non sui cittadini”.
