(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Sulla vicenda di Rogoredo assistiamo all’ennesimo tentativo delle opposizioni di trasformare un fatto drammatico in una polemica politica contro il Governo e contro le Forze dell’ordine. È un atteggiamento irresponsabile che danneggia innanzitutto proprio quegli uomini e quelle donne in divisa che ogni giorno operano per la sicurezza di tutti.
La posizione è sempre stata chiara e lineare: pieno sostegno alle Forze dell’ordine come categoria, perché garantiscono legalità e sicurezza sul territorio, e allo stesso tempo rispetto assoluto dell’accertamento dei fatti. Se dovessero emergere responsabilità individuali, chi ha sbagliato risponderà davanti alla legge, come accade per qualunque cittadino.
Difendere le divise non significa mai coprire eventuali errori, ma riconoscere il valore di chi serve lo Stato. È quindi falsa e strumentale la narrazione di una destra che vorrebbe sottrarre gli agenti alla giustizia. Nessuno scudo e nessuna impunità: la norma a tutela delle Forze dell’ordine prevede solo che non si venga automaticamente iscritti come indagati quando appare evidente l’adempimento del dovere.
La magistratura resta pienamente libera di indagare e, se necessario, rinviare a giudizio. La verità è che, mentre noi difendiamo chi ogni giorno affronta criminalità e degrado, una parte della sinistra continua a delegittimare le Forze dell’ordine salvo poi invocare sicurezza nei territori. Le due cose non possono stare insieme: o si è dalla parte di chi garantisce legalità o si alimenta sfiducia verso lo Stato.
Chi sbaglia paga, ma le Forze dell’ordine non possono essere lasciate sole mentre ogni giorno garantiscono la sicurezza dei cittadini. Difendere chi serve lo Stato non è propaganda: è responsabilità.
