(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Quanto accaduto al cosiddetto “Carnevale popolare” di Reggio Emilia non è satira. Non è folklore. Non è libertà di espressione. È odio politico messo in scena. Rappresentare la decapitazione del Presidente del Consiglio con una ghigliottina, tra applausi e slogan, significa evocare la violenza come strumento di lotta politica. È un gesto gravissimo che rivela il volto intollerante di una certa sinistra e dei centri sociali che, dietro la maschera della “tolleranza”, coltivano da anni un clima di delegittimazione e aggressività verso chi non la pensa come loro.
Se un episodio simile avesse riguardato un esponente della sinistra, oggi assisteremmo a prime pagine indignate, mobilitazioni e richieste di scioglimento di associazioni. Invece, quando nel mirino c’è un governo di centrodestra democraticamente eletto dagli italiani, tutto diventa improvvisamente “goliardia”. Non accettiamo questa doppia morale.
Colpire simbolicamente il Capo del Governo significa colpire le istituzioni della Repubblica. E chi soffia sul fuoco dell’odio politico si assume una responsabilità precisa davanti al Paese. Chiediamo che il Comune di Reggio Emilia e tutte le forze politiche prendano le distanze senza ambiguità. Il silenzio, in questi casi, equivale a complicità.
Noi non arretriamo di un millimetro. Continueremo a difendere la dignità delle istituzioni e il mandato che milioni di italiani hanno affidato a Giorgia Meloni e al Governo. La violenza, anche quando si traveste da cartapesta, resta violenza. E va chiamata con il suo nome”.
Lo dichiara il deputato di Fratelli d’Italia Luca Sbardella
