Di Luca Franceschi
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Carolina Varchi, deputato di Fratelli d’Italia, è intervenuta sulle critiche mosse al Pride di Palermo in programma sabato 20 giugno, rispondendo alle contestazioni rivolte alle politiche del governo nazionale. Secondo Varchi, dalle dichiarazioni del comitato promotore emerge chiaramente un posizionamento politico di sinistra, in opposizione alle iniziative dell’esecutivo. Ha inoltre sottolineato che anche quando la sinistra ha governato il Paese, le sue proposte sono state bloccate dalla stessa sua maggioranza, come avvenuto con il ddl Zan, mentre il centrodestra concretizza le proprie politiche quando è al potere.
Il parlamentare ha colto l’occasione per difendere la legge che porta il suo nome, smentendo le accuse secondo cui sarebbe una normativa “contro i bambini”. Varchi ha spiegato che la legge è in realtà diretta contro quella che definisce come “la schiavitù del terzo millennio”, ossia la maternità surrogata. Ha descritto questa pratica come abominevole in quanto prevede che donne in difficoltà economiche accettino contratti di gravidanza per poi consegnare immediatamente il figlio partorito ai contraenti.
Il deputato ha ribadito l’incompatibilità tra il considerare i bambini come merce e l’utilizzo del denaro per acquisire l’uso del corpo delle donne. Ha quindi espresso orgoglio per la legge che ha reso la maternità surrogata un reato universale, proprio come per il ddl Valditara, che secondo Varchi tutela la libertà educativa delle famiglie italiane contrastando quella che chiama la “deriva dell’ideologia gender” nelle scuole frequentate dai figli dei cittadini.
Concludendo il suo intervento, Varchi ha dichiarato che le critiche ricevute per questa posizione rappresentano per lei motivo di soddisfazione, considerandole una medaglia di onore per aver difeso principi che ritiene fondamentali.
