Di Luca Franceschi
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Fratelli d’Italia torna sulla questione della sicurezza e della tutela delle forze dell’ordine in relazione ai disordini verificatisi in val di Susa. Il partito denuncia il ripetersi di scene di violenza e devastazione ai danni dei poliziotti, ritenendo che la normativa vigente non sia sufficientemente idonea a perseguire adeguatamente gli autori di tali atti.
Secondo quanto dichiarato, il sistema attuale produce conseguenze inaccettabili: i violenti che aggrediscono le forze dell’ordine e devastano le città o non vengono perseguiti oppure ricevono condanne con pene che risultano sproporzionatamente lievi rispetto alla gravità dei fatti. La ragione di questa situazione risiede nel fatto che tali azioni non vengono ricondotte a un vincolo associativo, poiché i soggetti coinvolti non appartengono ad associazioni stabili e dotate di strutture gerarchiche ben definite.
Tuttavia, il partito sottolinea che gli atti di violenza rimangono comunque frutto di un’organizzazione, anche se occasionale e temporanea. Gli autori di questi gesti dovrebbero pertanto essere puniti con la medesima severità riservata a chi agisce per conto di organismi strutturati, in particolare tramite l’applicazione della fattispecie di associazione a delinquere. Fratelli d’Italia intende dunque presentare una proposta di legge volta a colpire il vincolo associativo anche quando non sia stabile né gerarchico, a condizione che risulti coordinato e organizzato.
L’obiettivo dichiarato è quello di instaurare un sistema sanzionatorio severo nei confronti di coloro che agiscono in modo coordinato e organizzato per aggredire le forze dell’ordine, eliminando così qualsiasi prospettiva di impunità o di lievi sanzioni. La misura mira anche a tutelare le infrastrutture strategiche, come la Tav, che rivestono importanza significativa dal punto di vista economico e sociale e che risultano frequentemente oggetto di atti violenti.
