Di Luca Franceschi
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Quanto accaduto a Modena rappresenta un fatto di estrema gravità che richiede di fare chiarezza completa su eventuali responsabilità e omissioni nel campo della prevenzione. Se effettivamente l’autore dell’aggressione presentava già fragilità e problematiche psichiche conosciute, sorge spontaneo domandarsi per quale motivo non siano state implementate misure idonee a proteggere la sicurezza della collettività. Nel momento in cui situazioni che esprimono un pericolo manifesto vengono minimizzate o lasciate senza sorveglianza, la probabilità che accadano tragedie diventa concreta e inevitabile.
Il pensiero principale va rivolto alle vittime e ai loro cari, colpiti da un episodio di violenza che ha turbato profondamente l’intera comunità. Un fatto simile non deve mai ripetersi. Accadimenti di questa natura dimostrano chiaramente che la prevenzione non può essere gestita con superficialità o negligenze temporali. Occorre strutturare un sistema robusto di servizi sociali, monitoraggio e controllo molto più performante, che sia in grado di intervenire rapidamente prima che situazioni critiche degenerino irrimediabilmente.
I problemi che si evidenziano sono tuttavia di duplice natura: da una parte il monitoraggio e la gestione di individui potenzialmente pericolosi, dall’altra la necessaria messa in protezione degli spazi aperti al pubblico. Risulta inammissibile che zone pedonali oppure parzialmente pedonali riescano a diventare ambienti esposti a rischi senza l’installazione di sistemi e barriere di protezione adeguati. La tutela della sicurezza territoriale deve essere garantita attraverso strumenti operativi reali, verifiche rigide e azioni preventive mirate, perché solamente in questo modo è possibile attuare una vera strategia di prevenzione e proteggere effettivamente i cittadini.
L’accoglienza e l’integrazione debbono necessariamente essere coerenti con il rispetto delle norme, della sicurezza collettiva e della salvaguardia della comunità. Quando questi elementi non sussistono più, occorre reagire con determinazione. Si ringraziano infine le forze di polizia, il personale medico e tutti coloro che sono accorsi con coraggio per bloccare l’aggressore ed evitare conseguenze ancora più drammatiche.
