Di Luca Franceschi
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Nessun bambino dovrebbe essere condannato dal contesto in cui nasce, soprattutto quando quest’ultimo è caratterizzato da dinamiche criminali e mafiose. È con questo principio che la proposta di legge bipartisan “Liberi di scegliere” pone al centro della propria azione l’obiettivo di spezzare la trasmissione ereditaria della cultura mafiosa. L’iniziativa normativa è il frutto del lavoro della Commissione Antimafia, guidata dalla presidente Chiara Colosimo, ed è stata seguita dalla relatrice Carolina Varchi, segretario di Presidenza della Camera e capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Giustizia.
Il progetto è stato presentato durante il convegno “Liberi di Scegliere” tenutosi a Palermo, alla presenza di importanti esponenti della magistratura, degli uffici giudiziari e del mondo accademico. La proposta approderà in Aula alla Camera nei prossimi giorni per la discussione.
La norma pone il superiore interesse del minore al centro della propria logica, offrendo un’alternativa concreta basata su scuola, lavoro e educazione alla legalità. Non si tratta soltanto di sottrarre i ragazzi al rischio criminale, bensì di accompagnarli verso un futuro reale e costruito su fondamenta solide come regole, responsabilità e dignità personale.
Secondo Varchi, la mafia si tramanda come un’eredità nelle famiglie. Per questo motivo, lo Stato deve trasformarsi nello strumento attraverso cui interrompere questa trasmissione, permettendo ai giovani di non ereditare un destino già scritto, ma di scegliere consapevolmente la propria libertà.
Il progetto si estende anche ai familiari che manifestano una concreta volontà di allontanarsi dall’ambiente criminoso, prevedendo specifici percorsi di supporto e reinserimento sociale. L’approccio complessivo mira a spezzare davvero la catena della criminalità intervenendo sull’intero contesto, non limitandosi all’intervento sui singoli individui.
