Di Luca Franceschi
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Stefano Maullu, vice capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, interviene sulla polemica che riguarda la premier Giorgia Meloni. Secondo il deputato, si tratta di una vera e propria “macchina del fango” che rimette in moto un meccanismo ormai consolidato, alimentato da una certa pratica politica discutibile e da una forma di giornalismo che abbandona la propria funzione di informazione indipendente per diventare uno strumento al servizio di una fazione.
Maullu sottolinea come questo modo di procedere non danneggi tanto chi viene colpito dagli attacchi, quanto piuttosto rivela la natura di chi ricorre a tali metodi. Nel caso specifico, il bersaglio è la presidente del Consiglio, colpita con modalità che il vice capogruppo definisce “bassa e disgustosa”, in particolare attraverso il tentativo di associarla ad ambienti criminali che lei avrebbe sempre contrastato senza reticenze.
Il politico di Fratelli d’Italia evidenzia come la realtà sia trasparente a tutti gli osservatori: la mafia e le sue varie manifestazioni criminali sono state e restano oggetto di una battaglia determinata da parte del suo partito, con Meloni in prima fila in questa lotta. Quando gli argomenti costruttivi vengono a mancare, rimane soltanto il ricorso al fango e alle accuse infondate.
La considerazione finale di Maullu riguarda il significato profondo di queste dinamiche: il fango lanciato contro qualcuno finisce per caratterizzare molto più chi lo utilizza come arma che chi lo subisce come vittima.
