Di Luca Franceschi
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I dati diffusi dall’Istat rappresentano una certificazione del successo delle politiche economiche messe in atto dal Governo Meloni e costituiscono un nuovo colpo per le critiche mosse dalla sinistra. Le statistiche registrano un incremento di 123mila occupati considerando la base mensile, con un aumento di 269mila unità su base annua. Il tasso di occupazione raggiunge un record storico attestandosi al 63,1%.
In parallelo, il tasso di disoccupazione scende al 5,1%, mentre la disoccupazione giovanile si attesta al 16,9%, toccando i livelli minimi registrati dal 2004. Il confronto con i precedenti esecutivi appare impietoso. L’attuale governo sta trascinando il Paese verso massimi storici in termini di stabilità lavorativa, con oltre 16,4 milioni di dipendenti permanenti.
L’opposizione, secondo questa valutazione, continua a dimostrarsi incapace di formulare proposte alternative che non si basino su nuove tasse e patrimoniali. Viene rilevato come i critici del governo, descritti come “gufi e professionisti del catastrofismo”, risulterebbero ridotti a sperare in scenari di crisi, come guerre e difficoltà economiche, unicamente per acquisire visibilità mediatica e recuperare credibilità dopo quelli che vengono definiti come i disastri ereditati dal loro operato passato.
L’Italia che lavora e produce continua a registrare una crescita economica, smentendo attraverso i dati concreti la narrazione propagandistica delle forze di sinistra.
