Di Luca Franceschi
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Fratelli d’Italia ribadisce la posizione favorevole alla separazione delle carriere nella magistratura, sottolineando come questa riforma rappresenterebbe un allineamento dell’Italia con i principali ordinamenti democratici occidentali. Secondo quanto affermato, nei paesi più sviluppati del mondo libero la distinzione tra funzione giudicante e funzione requirente è la norma consolidata, non un’eccezione.
Il confronto internazionale evidenzia infatti come Francia, Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Giappone, Canada e la quasi totalità dei paesi dell’Unione europea hanno da tempo adottato modelli organizzativi in cui giudici e pubblici ministeri seguono percorsi professionali completamente distinti. In questo contesto, l’attuale assetto italiano, dove magistrati possono transitare liberamente tra le due funzioni nel corso della loro carriera, rimane un’anomalia tra le democrazie consolidate, condividendo caratteristiche con ordinamenti quali Moldavia, Bulgaria, Tunisia, Algeria, Libano ed Egitto.
La riforma proposta non comporterebbe un indebolimento della magistratura, bensì un rafforzamento del sistema attraverso una maggiore chiarezza dei ruoli processuali. L’obiettivo è garantire una piena terzietà del giudice, collocandolo in posizione imparziale rispetto alle parti in causa. Da un lato colui che accusa, dall’altro colui che giudica con totale neutralità: una configurazione che in molti ordinamenti giuridici è riconosciuta come essenziale garanzia per l’imputato e fattore di potenziamento della credibilità complessiva della giustizia.
Marco Cerreto, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo in Commissione Agricoltura, ha commentato queste considerazioni durante il convegno “Referendum costituzionale – posizioni a confronto” organizzato da AIGA presso l’Hotel dei Cavalieri di Caserta. Secondo Cerreto, il referendum rappresenta l’opportunità concreta per eliminare questa anomalia storica e accrescere la percezione di imparzialità del giudice nel processo penale, allineando finalmente l’Italia agli standard delle principali democrazie mondiali.
