Di Luca Franceschi
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Secondo quanto affermato dal deputato di Fratelli d’Italia Ylenja Lucaselli durante il dibattito in aula sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio in vista del prossimo Consiglio Europeo, l’Italia si troverebbe in una posizione più vantaggiosa rispetto ad altri paesi europei nel fronteggiare la nuova crisi internazionale. Grazie agli interventi di stabilizzazione attuati dal Governo nel biennio 2024-2025, il nostro paese entra in questa fase di incertezza con prezzi più stabili e un’inflazione inferiore alla media dell’Eurozona, dispone cioè di migliori strumenti per reggere lo shock bellico senza subire drastiche erosioni del potere d’acquisto dei cittadini.
Lucaselli sottolinea come, nelle ore successive all’esplosione del nuovo conflitto, si sia ripetuto uno schema già noto: i prezzi hanno registrato rialzi significativi non a causa di effettive variazioni nei bisogni delle famiglie, bensì a causa della paura trasformata in margini di profitto per gli speculatori e in costi aggiuntivi per chi lavora. Positiva è stata invece la reazione della Banca Centrale Europea, che ha mantenuto i tassi invariati, scelta corretta poiché intervenire con una nuova stretta monetaria equivarrebbe a utilizzare lo strumento sbagliato rispetto al reale problema da affrontare.
Centrale nella dichiarazione del deputato è la critica rivolta al sistema ETS, che frequentemente si è trasformato in un aggravio economico ulteriore per le aziende italiane, comportandosi più come uno strumento di speculazione finanziaria che come meccanismo di politica industriale consapevole. Lucaselli ribadisce che la transizione ecologica non può tradursi in una nuova imposizione fiscale sulla manifattura italiana. Per questo motivo, il governo richiede con urgenza la sospensione dell’applicazione dell’ETS alla produzione di elettricità da fonti termiche, dato che un ulteriore incremento dei costi si rifletterebbe inevitabilmente sulle bollette dei cittadini.
Riguardo al fronte dei carburanti, il Governo ha confermato la propria disponibilità ad attivare il meccanismo delle accise mobili, finalizzato a utilizzare il maggior gettito IVA per restituirlo sotto forma di riduzione delle accise. Tale strumento permetterebbe di sterilizzare gli aumenti di prezzo, colpendo direttamente la speculazione invece di gravare sui cittadini. Lucaselli conclude affermando che la guerra in Ucraina ha insegnato all’Europa le conseguenze di interventi tardivi, e che la situazione in Iran rappresenta un’opportunità per evitare di commettere ancora gli stessi errori.
