Di Luca Franceschi
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Il Governo Meloni contrappone il suo approccio alla questione abitativa alle proposte avanzate dalla sinistra. Secondo Massimo Ruspandini, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, l’ipotesi di espropriare le case sfitte rappresenterebbe una soluzione inaccettabile e ideologica al problema dell’emergenza abitativa.
Ruspandini critica duramente la posizione di Avs e Pd, affermando che per la sinistra la proprietà privata verrebbe considerata come una “preda da requisire”. Al contrario, sostiene il parlamentare, la casa rappresenta “un bene sacro e inviolabile” che non può essere sottratta a chi ha effettuato sacrifici per acquistarla.
L’esecutivo propone invece un modello diverso attraverso il Piano Casa, che mira a dare priorità alle famiglie italiane che attraversano difficoltà economiche. Secondo questa visione, le abitazioni dovrebbero essere assegnate a coloro che ne hanno realmente necessità e diritto, piuttosto che attraverso meccanismi di esproprio.
Ruspandini sottolinea come il governo sia “dalla parte giusta”, quella degli italiani in difficoltà, offrendo soluzioni che tutelino sia il diritto alla casa di chi ne ha bisogno sia il diritto di proprietà di chi ha compiuto sacrifici per acquisirla.
