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FDI – FRATELLI D’ITALIA * CAMERA: «CULTURA. FDI: D’ANNUNZIO E SAN FRANCESCO FIGURE CARDINE DELL’IDENTITA’ ITALIANA»

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18.45 - mercoledì 25 febbraio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Il saggio di Angelo Piero Cappello ci restituisce un Vate inedito, capace di fondere i fondamenti cristiani francescani con la sensualità pagana in un sincretismo che è l’essenza stessa del genio italiano. Tra le bende del Santo e quelle del Poeta si compie un miracolo culturale: la capacità di trasformare l’oscurità del dolore in una luminosa visione di bellezza e rinascita”. Lo ha detto Federico Mollicone, deputato di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione Cultura, durante la presentazione del libro ‘Il santo e il poeta – mito e rito di Francesco in Gabriele d’Annunzio’ di Angelo Piero Cappello, Direttore Generale dell’Unità di missione per la cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo- Ministero della Cultura.

Alla presentazione, che si è tenuta oggi in sala Tatarella, nella Camera dei deputati, sono intervenuti anche, oltre all’autore, i promotori dell’evento, Alessandro Amorese, capogruppo di FdI in commissione Cultura alla Camera, e Guerino Testa, deputato pescarese di Fratelli d’Italia e segretario in commissione Finanze. Sono intervenuti anche Emanuele Merlino, capo segreteria tecnica Ministero della Cultura, e Arnaldo Dante Marianacci, già Dirigente per la Cultura del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale.

“E’ per noi – ha sottolineato il capogruppo Amorese – molto importante essere qui oggi per presentare questo libro. Francesco e D’Annunzio sono due personaggi ben presenti dentro l’immaginario culturale e identitario della nostra Nazione. Su San Francesco il governo Meloni ha fatto tantissimo, ripristinando anche la festa nazionale il 4 ottobre. Queste due grandi figure, che in apparenza possono sembrare distanti, hanno molto in comune. La vita del Vate, che fu anche deputato, è infatti permeata fin dalla gioventù dal lascito di San Francesco, nella poetica, nell’esistenza, nell’estetica, in tutto. Il libro di Angelo Cappello è perfetto per raccontarci tutta la dimensione francescana come esempio per D’Annunzio, fino ad arrivare anche a molti oggetti o parti del Vittoriale che prendono spunto proprio dalla vita di San Francesco. Il suo è un libro necessario, bellissimo, che ci sentiamo in dovere davvero di presentare qui alla Camera”.

“Oggi approfondiamo due personaggi che in prima istanza potrebbero apparire totalmente antitetici, ma che invece hanno tanti punti in comune. Uno era infatti un asceta, l’altro un carnale che ha fatto una vita sempre borderline, sempre orientata agli eccessi. Eppure entrambi credevano nell’uomo, anche se in un modo diverso. D’Annunzio era un pescarese doc. Si è sempre distinto dal gregge, non ha mai vissuto nell’indifferenza. Era davvero genio e sregolatezza. Ci sono poi alcuni dati temporali interessanti nelle loro vite da tenere a mente. Nel 1219 Francesco partiva durante la quinta crociata, nel 1919 D’Annunzio per Fiume. Nel 1220 la crociata falliva e nel 1920 si chiudeva l’impresa fiumana. Il mito di Francesco in D’Annunzio nasce esattamente con il Taccuino del 13 settembre 1897, quando per la prima volta si reca ad Assisi”, ha concluso Testa.

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