Di Luca Franceschi
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A sei anni di distanza dallo scoppio della pandemia di Covid rimangono ancora senza risposta numerosi interrogativi relativi agli acquisti di mascherine. In particolare, non è mai stato accertato quale fosse il prezzo di partenza delle mascherine provenienti dalla Cina e quale somma venisse effettivamente versata ai produttori originari. Le inchieste finora condotte si sono concentrate principalmente sull’acquisizione finale delle mascherine da parte dello Stato, ammontata a un miliardo e 250 milioni di euro, un importo già apparso quattro volte superiore al valore effettivo dei dispositivi. Tuttavia, la speculazione potrebbe presentare dimensioni notevolmente maggiori, con la possibilità che numerosi intermediari abbiano tratto vantaggi da questa situazione.
Emergono dubbi sul comportamento dell’esecutivo nel corso della pandemia. Rimane infatti irrisolto il quesito di come mai il governo non abbia esercitato una adeguata vigilanza su quello che rappresenta uno spreco gravissimo di risorse pubbliche. Le conseguenze di questa negligenza continuano a ripercuotersi sui cittadini, già sottoposti a difficoltà significative dalla crisi sanitaria.
La volontà dichiarata è quella di proseguire gli accertamenti attraverso i lavori della Commissione Covid, per far luce su uno dei periodi più critici della storia nazionale contemporanea. L’obiettivo è fare emergere la verità completa su questa vicenda che ha coinvolto i bilanci dello Stato e le finanze pubbliche.
