Di Luca Franceschi
///
Le aree interne rappresentano il cuore pulsante della Nazione e meritano un approccio serio, lontano da semplici slogan. Secondo il deputato di Fratelli d’Italia Giandonato La Salandra, il Governo Meloni sta invertendo la rotta rispetto ai fallimenti delle precedenti programmazioni, con l’obiettivo di ridurre la burocrazia e privilegiare le azioni concrete.
La Strategia Nazionale delle Aree Interne è stata resa operativa con risultati tangibili: il nuovo PSNAI ha già approvato 22 nuove strategie d’area, allargando gli interventi anche ai Comuni periferici e ultraperiferici fino ad ora rimasti esclusi. Tra le novità figura un’attenzione particolare alla prevenzione del rischio sismico, elemento fondamentale per la sicurezza di questi territori.
Per accelerare lo sviluppo, l’esecutivo ha introdotto poteri sostitutivi finalizzati a sbloccare i cantieri, ha rafforzato il coordinamento dei vari fondi disponibili e ha accelerato la spesa pubblica, superando anni di ritardi e inefficienze che caratterizzavano le gestioni precedenti.
Un ruolo centrale è assegnato alle infrastrutture strategiche, in particolare alla banda larga, elemento essenziale per permettere alle imprese e ai servizi di operare nelle aree interne. Parallelamente, il Governo investisce su settori chiave come l’agricoltura, non solo come produzione di beni ma come presidio attivo del territorio.
Con l’introduzione dei Pagamenti per i Servizi Ecosistemici, viene riconosciuto il valore economico di chi tutela l’ambiente e la sicurezza dei territori. In questa ottica si inseriscono gli interventi per la prevenzione degli incendi e la manutenzione boschiva, aspetti sempre più cruciali di fronte agli effetti del cambiamento climatico.
L’azione di governo prosegue con l’implementazione della ZES Unica, il potenziamento della sanità di prossimità e le misure pensate per salvaguardare le scuole e i servizi essenziali nei piccoli Comuni, garantendo così la continuità dei diritti fondamentali.
La Salandra rivolge un appello alle forze di opposizione, invitandole a mostrare maggiore responsabilità nel dibattito pubblico, abbandonando approcci meramente burocratici o apocalittici. L’indirizzo politico dell’esecutivo è esplicito: tornare a investire sull’identità nazionale, sulla coesione territoriale e sulla crescita concreta dell’Italia, ponendo fine al declino che aveva caratterizzato anni precedenti.
