Di Luca Franceschi
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La sicurezza alimentare contemporanea va ben oltre la semplice protezione della filiera agroalimentare. Rappresenta piuttosto un impegno complessivo nel prendersi cura della salute fisica e psicologica delle nuove generazioni, un obiettivo che si realizza promuovendo un’alimentazione consapevole e equilibrata, incoraggiando la pratica dell’attività sportiva e favorendo un rapporto maturo e responsabile con le tecnologie digitali. Questi elementi combinati contribuiscono a rafforzare l’identità dei giovani e a costruire le basi per una crescita armoniosa.
Nel corso del convegno “Sicurezza alimentare e devianza giovanile nell’era digitale: benessere, salute, sport e identità” organizzato presso la Camera dei deputati, è emersa chiaramente la necessità di adottare un approccio multidisciplinare. Magistratura, medicina, scuola e istituzioni hanno confermato come sia indispensabile una collaborazione trasversale per affrontare efficacemente fenomeni preoccupanti quali i disturbi della nutrizione, il cyberbullismo e le manifestazioni contemporanee di disagio giovanile.
In questo contesto, la Dieta Mediterranea e l’educazione alimentare assumono un ruolo centrale, rappresentando un presidio non solo sanitario ma anche culturale di grande rilievo. La valorizzazione delle produzioni locali diventa così uno strumento per trasmettere valori e tradizioni che caratterizzano il patrimonio agricolo nazionale.
Secondo Marco Cerreto, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo in Commissione Agricoltura, il Governo Meloni persegue con determinazione la promozione del Made in Italy nel settore agroalimentare e la tutela del benessere giovanile. La prevenzione dei problemi che colpiscono le giovani generazioni non può prescindere da un lavoro sinergico che coinvolga la famiglia, la scuola e i valori che il sistema agricolo è capace di comunicare e trasmettere alle nuove generazioni.
