Di Luca Franceschi
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Fratelli d’Italia richiede chiarimenti in merito alla vicenda emersa riguardante il comportamento della delegazione del Partito Democratico presso il Centro di permanenza per i rimpatri di Gjadër in Albania. Secondo quanto riportato, un migrante ospitato nella struttura avrebbe ricevuto un biglietto da visita di un avvocato a seguito della visita della delegazione dem, che includeva anche un legale nel suo seguito. Un episodio che il partito ritiene debba essere sottoposto a verifica secondo le norme che regolano l’accesso e la permanenza nel centro.
La questione assume secondo il centrodestra una rilevanza politica significativa. Fratelli d’Italia si interroga sugli obiettivi della visita della delegazione: si trattava di un sopralluogo per verificare le condizioni dei migranti oppure di un’occasione per indicare professionisti legali ai detenuti? Il partito sottolinea che esiste un confine tra la legittima critica al centro che i deputati dem hanno costantemente espresso e il tentativo di influenzare la situazione tramite il consiglio di specifici avvocati.
Emerge inoltre un ulteriore elemento di perplessità legato ai possibili conflitti di interesse. Secondo quanto riscontrabile da fonti pubbliche, l’avvocato il cui nominativo è stato diffuso avrebbe intrattenuto rapporti di collaborazione con l’autorità garante dei detenuti. Fratelli d’Italia evidenzia l’apparente incongruenza tra il dovere di imparzialità di tale autorità e una possibile collaborazione con professionisti che, attraverso una delegazione parlamentare, hanno potuto diffondere i propri contatti presso i migranti detenuti.
Per queste ragioni, Fratelli d’Italia dichiara l’intenzione di chiedere al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi un’indagine approfondita su quanto accaduto, al fine di fare luce su una questione che ritiene non possa rimanere senza risposte.
