Di Luca Franceschi
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La legge sui reati alimentari, approvata dalla Camera dei deputati, rappresenta un punto di svolta significativo per il settore della bufalicoltura italiana. Due articoli specifici del provvedimento affrontano direttamente la questione della tracciabilità del latte bufalino, istituendo un registro unico nel quale tutti gli operatori della filiera dovranno inserire le quantità di latte prodotto e destinato alla trasformazione.
Questo nuovo strumento normativo elimina completamente le possibilità di elusione e garantisce una piena interoperabilità dei dati, permettendo una tracciabilità completa del latte indipendentemente dalla sua destinazione, sia essa rivolta a produzioni con denominazione di origine protetta che a quelle prive di questa certificazione. Si tratta di un miglioramento sostanziale rispetto al precedente sistema caratterizzato da tracciamenti paralleli e distinti tra il comparto Dop e quello non Dop.
La banca dati unica consente di ottenere una visione chiara e immediata delle quantità prodotte durante l’intero arco dell’anno, rafforzando così la trasparenza e l’efficacia dei controlli su tutta la catena produttiva. Un altro aspetto rilevante della norma riguarda la protezione dei consumatori e la qualità del prodotto finale. La legge vieta esplicitamente la produzione di mozzarella di bufala, indipendentemente dal fatto che sia Dop o meno, utilizzando latte in polvere o latte concentrato. Tale disposizione mette fine definitivamente a interpretazioni ambigue su una questione che in passato ha generato anche procedimenti legali e contenziosi tra gli operatori.
Il provvedimento legislativo testimonia un impegno senza precedenti dell’esecutivo e del ministro Francesco Lollobrigida verso il rafforzamento della filiera bufalina. Le misure introdotte accrescono sensibilmente la chiarezza normativa, la certezza nel processo di tracciabilità, la trasparenza nelle procedure di trasformazione e l’efficacia complessiva dei controlli. A ciò si aggiunge un inasprimento delle sanzioni destinate a coloro che violano le norme e si rendono responsabili di adulterazioni o usurpazioni di denominazioni.
Secondo Marco Cerreto, deputato campano di Fratelli d’Italia e capogruppo in Commissione Agricoltura, queste scelte legislative rappresentano un segnale concreto di attenzione massima del Governo nei confronti di un comparto strategico dell’economia agricola nazionale.
