Di Luca Franceschi
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La Corte costituzionale ha confermato l’orientamento del Governo Meloni sulla transizione energetica, validando la posizione secondo cui lo sviluppo delle energie rinnovabili non deve avvenire a scapito dei terreni agricoli. La sentenza fornisce una risposta definitiva a coloro che, nei mesi scorsi, avevano accusato l’esecutivo di ostacolare la diffusione dell’energia pulita. In realtà, la linea governativa ha sempre privilegiato una crescita della produzione energetica sostenibile che non comportasse la sottrazione di terre destinate alla produzione alimentare.
Secondo quanto dichiara il deputato di Fratelli d’Italia Cristina Almici, componente della Commissione Agricoltura della Camera, la decisione della Corte rappresenta un riconoscimento importante del lavoro condotto dal Governo e dal Ministro Francesco Lollobrigida. La sentenza chiarisce in modo inequivocabile che la protezione dei terreni agricoli risulta pienamente compatibile sia con la Costituzione che con la normativa europea.
Il suolo agricolo viene considerato una risorsa di valore inestimabile, non una semplice superficie disponibile per l’occupazione. Si tratta di un elemento fondamentale che non può essere ricreato e che costituisce la base della sovranità alimentare nazionale, della qualità delle produzioni italiane, del sostentamento di migliaia di aziende agricole e della conservazione del paesaggio italiano. L’Esecutivo rimane impegnato nel perseguire uno sviluppo equilibrato e consapevole, capace di integrare innovazione, rinnovabili e mantenimento della capacità produttiva nazionale. Senza agricoltura non può esistere sovranità alimentare e senza suolo agricolo non vi è alcun futuro per l’eccellenza agroalimentare italiana.
