Di Luca Franceschi
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Maddalena Morgante, deputato di Fratelli d’Italia e Responsabile nazionale del Dipartimento famiglia e valori non negoziabili del partito, critica aspramente la decisione del Tribunale per i minorenni di Venezia di sollevare una questione dinanzi alla Corte Costituzionale riguardante le adozioni per le coppie omosessuali. Morgante definisce questa scelta una “forzatura politica e giuridica preoccupante”.
Secondo il deputato, alcuni magistrati tenterebbero di sostituirsi al legislatore su questioni di estrema delicatezza che interessano i fondamenti della società: la famiglia e il futuro dei bambini. A suo avviso, le leggi non possono essere riscritte nei tribunali attraverso interpretazioni creative che alterino il significato e l’intento delle norme vigenti.
Morgante ricorda che la legge sulle adozioni è stata concepita con un obiettivo ben definito e prioritario: garantire al minore il diritto di crescere in una famiglia composta da una madre e un padre. Per il deputato, è paradossale e preoccupante che, in determinate sedi, si mettano in discussione contesti familiari naturali e equilibrati, mentre contemporaneamente si cerchi di normalizzare l’idea che un bambino possa essere privato della figura paterna o materna sin dall’inizio.
Per Morgante, questa operazione non rappresenta un’evoluzione sociale, bensì una “sperimentazione ideologica sulla pelle dei più piccoli”. Il deputato sottolinea che il superiore interesse del minore è un diritto inviolabile che non può essere sacrificato a favore di rivendicazioni di parte.
Morgante conclude ribadendo l’impegno di Fratelli d’Italia nel difendere la famiglia naturale e il ruolo centrale dei bambini, opponendosi a quello che definisce uno “scorciatoio giurisprudenziale” che non dovrebbe diventare uno strumento per strumentalizzare i più giovani.
