Di Luca Franceschi
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Quanto accaduto durante il corteo del 25 aprile a Milano rappresenta un episodio grave e inaccettabile. Nel corso della manifestazione, lo spezzone della Brigata Ebraica è stato oggetto di fischi, insulti e grida di protesta, con tanto di allontanamento forzato lungo via Senato mediante l’intervento delle forze dell’ordine in tenuta antisommossa. Un fatto che costituisce una ferita profonda per una giornata che dovrebbe caratterizzarsi per il suo valore unitario.
La Brigata Ebraica ha combattuto attivamente contro il nazifascismo, contribuendo in modo significativo alla conquista della libertà del nostro Paese. Mettere in discussione la sua presenza nelle commemorazioni, contestarla o addirittura insultarla significa tradire il significato più autentico del 25 aprile e della memoria storica che questa data rappresenta.
Secondo il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Stefano Maullu, è ormai evidente come frange della sinistra, caratterizzate da un approccio ideologico e militarizzato, tentino sistematicamente di trasformare una ricorrenza che dovrebbe essere unitaria in uno strumento di divisione e di strumentalizzazione politica. Un atteggiamento che non corrisponde a una genuina riflessione storica, bensì riflette una deriva pericolosa che deve essere isolata con fermezza.
Maullu esprime piena solidarietà alla Brigata Ebraica, ai suoi rappresentanti e a tutti coloro che oggi sono stati sottoposti a insulti e intimidazioni. La memoria storica non è materia di negoziazione e non può diventare ostaggia di slogan o manifestazioni di odio.
Il 25 aprile deve recuperare il suo valore originario, quale giornata di unità nazionale e di riconoscimento per coloro che hanno lottato per la libertà. Dalla sinistra in Parlamento, sostiene Maullu, serve una dichiarazione di posizione netta e senza ambiguità: non esiste alcuno spazio per l’antisemitismo, per la violenza verbale e per la distorsione della storia.
