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CONSIGLIO PAT * VI COMMISSIONE: «PNRR IN TRENTINO, RAGGIUNTI GLI OBIETTIVI 2025, PROSEGUE LA FACILITAZIONE DIGITALE CON 22.800 CITTADINI COINVOLTI»

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17.55 - lunedì 8 giugno 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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In VI Commissione lo stato di attuazione del PNRR in Trentino

La VI Commissione del Consiglio provinciale, presieduta da Walter Kaswalder, ha esaminato oggi lo stato di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza in Trentino. Raggiunti tutti gli obiettivi previsti per il 2025 e si procede nel rispetto del cronoprogramma fissato per il 2026. Tra i risultati già conseguiti figurano interventi per la riduzione del rischio idrogeologico, la riqualificazione del patrimonio abitativo, il potenziamento della sanità territoriale e l’attivazione di servizi innovativi per i cittadini.

Nel corso della seduta sono stati approfonditi anche la rete provinciale di facilitazione digitale, che ha già superato gli obiettivi previsti dal PNRR raggiungendo oltre 22.800 cittadini, e il programma GOL per le politiche attive del lavoro, accompagnato da una prima valutazione d’impatto.

Nel dibattito è emerso inoltre il tema dell’eredità che il PNRR lascerà al territorio, con particolare riferimento ai nuovi strumenti di collaborazione, programmazione e valutazione sviluppati dalla pubblica amministrazione.

 

La seduta della VI Commissione, presieduta da Walter Kaswalder (PATT), è stata interamente dedicata allo stato di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza in Trentino. Ad illustrare il quadro generale è stata Nicoletta Clauser, dirigente generale dell’Unità di missione strategica Pianificazione, Europa e PNRR. Ad oggi il PNRR e il Piano Nazionale Complementare finanziano sul territorio provinciale oltre 125 linee di intervento e più di 11.700 progetti, per un volume complessivo di investimenti che raggiunge 1,57 miliardi di euro. La quota più consistente delle risorse è destinata alla transizione ecologica, che assorbe 614,9 milioni di euro pari al 39,1% del totale. Seguono gli interventi per digitalizzazione, innovazione, cultura e turismo con 413,6 milioni (26,3%) e quelli per istruzione e ricerca con 292,4 milioni (18,6%). Clauser ha evidenziato come tutti gli obiettivi previsti entro il 2025 siano stati raggiunti e come l’attuazione dei progetti proceda in linea con il cronoprogramma fissato per il 2026. Tra gli interventi già completati figurano il 90% dei progetti di riduzione del rischio idrogeologico, la bonifica di tre siti orfani, la realizzazione di due tratti della Ciclovia del Garda, la riqualificazione di 48 alloggi sfitti e la sostituzione degli infissi in 169 alloggi sociali gestiti da Itea. In ambito sanitario risultano già operative sette Case della Comunità, tre Ospedali di Comunità e ventisei grandi apparecchiature ad alto contenuto tecnologico. Sul fronte dell’assistenza territoriale, oltre 12.800 persone sono state coinvolte nei servizi di assistenza domiciliare integrata, mentre più di 3.120 operatori sanitari hanno partecipato a percorsi di formazione dedicati alla prevenzione delle infezioni ospedaliere.

Un focus specifico è stato dedicato alla rete provinciale dei servizi di facilitazione digitale, illustrata dal dirigente generale del Dipartimento organizzazione, personale e innovazione Luca Comper. Il progetto, rivolto a sostenere i cittadini nell’utilizzo delle tecnologie e dei servizi online della pubblica amministrazione, ha superato gli obiettivi inizialmente fissati dal PNRR: a fronte di un target di 17.000 cittadini raggiunti, sono stati assistiti 22.822 utenti attraverso una rete di 26 sportelli distribuiti sul territorio provinciale.

Mariachiara Franzoia (Pd del Trentino) ha parlato della necessità di mettere a regime la competenza e l’esperienza fatta con il PNRR, chiedendo a Comper se esistano progetti per proseguire negli anni a venire. Su questo ha ricevuto la rassicurazione del dirigente, confermando la volontà di continuare lungo la strada tracciata. Un approfondimento specifico ha riguardato inoltre il programma GOL – Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori, una delle principali misure del PNRR dedicate alle politiche attive del lavoro.

La Provincia, ha spiegato Stefania Terlizzi, dirigente generale dell’Agenzia del lavoro, ha già raggiunto i target previsti per il 2025 e si avvia al completamento degli obiettivi fissati per giugno 2026: a fine aprile risultavano coinvolti oltre 30.000 beneficiari e più di 8.300 partecipanti ad attività formative. Un risultato reso possibile soprattutto dalla presenza in Trentino di politiche attive per il lavoro, condizione assente nella maggior parte delle altre regioni italiane. Nel corso della seduta il professore dell’Università di Trento, Enrico Zaninotto, ha presentato una prima valutazione d’impatto del programma, finalizzata a misurarne gli effetti concreti sull’occupazione. Lo studio confronta i beneficiari di GOL con lavoratori dalle caratteristiche analoghe seguiti dai Centri per l’impiego prima dell’introduzione del programma, analizzando sia il numero di giornate lavorate sia i tempi di rientro nel mercato del lavoro. L’obiettivo è verificare in modo scientifico le ricadute occupazionali generate dagli interventi finanziati dal PNRR e individuare le pratiche che potranno essere mantenute e sviluppate anche dopo la conclusione del Piano.

Francesco Valduga (Campobase) ha sottolineato come alcuni interventi finanziati dal PNRR abbiano inciso soprattutto sul ‘software’ della comunità più che sul suo ‘hardware’, andando a “intercettare il senso del PNRR meglio che non altre opere. Pur con investimenti relativamente contenuti, ha osservato, progetti come la facilitazione digitale o le politiche attive del lavoro producono cambiamenti profondi e duraturi nelle competenze e nell’organizzazione dei servizi.  Riprendendo quanto chiesto dalla consigliera Franzoia, ha chiesto quanto rimarrà “di buona pratica” nel territorio per continuare a essere un riferimento. Terlizzi ha risposto che il Trentino potrà continuare a utilizzare queste competenze anche dopo la conclusione del PNRR, superando una logica standardizzata degli interventi e costruendo percorsi più flessibili e mirati. Un approccio che consentirebbe di intercettare anche nuove categorie di lavoratori, come persone già occupate ma interessate a riqualificarsi o ad aggiornare le proprie competenze in un mercato del lavoro in continua trasformazione. Terlizzi ha sottolineato come il programma abbia consentito di accumulare competenze preziose e di affinare gli strumenti delle politiche attive del lavoro, rafforzando in particolare la collaborazione tra soggetti pubblici e privati.

Il consigliere Mirko Bisesti (Lega) ha rilevato quanto sia stato positivo l’utilizzo dei fondi PNRR in Trentino e quali risultati abbia portato grazie all’organizzazione della Provincia. La riflessione del consigliere della Lega si è concentrata in particolare sulla necessità di valutare l’impatto concreto delle misure attivate e ha approfondito la questione del metodo e del confronto. In risposta, Clauser ha osservato come una delle principali eredità del PNRR possa essere rappresentata ptoptio dai nuovi modelli di collaborazione e coordinamento sviluppati negli ultimi anni. La dirigente ha ricordato come la Provincia si fosse dotata con anticipo di una struttura dedicata al coordinamento dei progetti, elemento che ha consentito di affrontare con efficacia il confronto con ministeri e organismi di controllo. Secondo Clauser, dietro ai risultati raggiunti vi è  soprattutto un intenso lavoro di programmazione, monitoraggio e valutazione degli interventi.

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