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CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO: «LAVORI CONSIGLIO: PUNTI ISTITUZIONALI, IDEOLOGIA DI GENERE»

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18.53 - martedì 9 giugno 2026

Di Luca Franceschi
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Nell’ambito della trattazione dei punti istituzionali, il Consiglio ha esaminato e approvato il conto consuntivo del 2025 e ha eletto la commissione per le nomine prevista dalla legge provinciale sulla Garante civica/il Garante civico.

Presentando il rendiconto, il presidente Angelo Gennaccaro ha ricordato che il bilancio di previsione 2025 pareggiava a 19 milioni 630 mila euro, in linea con gli ultimi cinque esercizi.

Le entrate derivano in prevalenza da assegnazioni a carico del bilancio provinciale per 12 milioni 253 mila 120 euro, mentre nel corso dell’anno è stato applicato l’avanzo 2024 pari a 4 milioni 516 mila 266 euro, non inserito in previsione.

Il 99% della spesa è corrente.

È stata inoltre registrata un’assegnazione AGCOM e la restituzione alla Provincia di fondi non utilizzati, elementi che portano a chiudere il bilancio a 22 milioni 888 mila 278,40 euro.

Il risparmio più consistente ha riguardato i fondi speciali, tra cui i fondi di riserva per spese impreviste e obbligatorie, per complessivi 395 mila euro.

Un’ulteriore economia, pari a 302 mila 470,54 euro, è maturata sul capitolo stipendi a causa dell’ampliamento della pianta organica previsto ma non ancora attuato, che andrà comunque realizzato anche in funzione dei nuovi assetti degli organismi di garanzia.

Le uscite sono riconducibili in larga parte all’applicazione di leggi e regolamenti del Consiglio, quindi indennità di carica, contributi ai gruppi, stipendi e buone uscite, oltre alle spese obbligatorie di funzionamento per attrezzature informatiche, beni mobili, manutenzione degli immobili, canoni di locazione e l’appalto delle pulizie per tutte le sedi per un importo complessivo di 3 milioni di euro su cinque anni.

Tra le spese a carico del bilancio 2025 rientrano anche i costi per l’organizzazione della seduta congiunta Dreier Landtag, pari a 84 mila 179,05 euro.

Nel dibattito Bernhard Zimmerhofer ha sottolineato che il Consiglio provinciale di Bolzano è tra quelli che spendono meno a livello nazionale e ha formulato un rilievo sulle assegnazioni ai capigruppo.

Il documento è stato approvato all’unanimità con 34 voti favorevoli.

Successivamente si è proceduto all’elezione della commissione per le nomine ai sensi dell’articolo 13 della legge provinciale n. 3 del 18 maggio 2026 sulla disciplina della Garante civica/del Garante civico.

Per l’opposizione Paul Köllensperger ha proposto Bernhard Zimmerhofer, Brigitte Foppa e Maria Elisabeth Rieder, mentre Harald Stauder ha indicato Arnold Schuler e se stesso, considerato che il presidente del Consiglio provinciale Angelo Gennaccaro è membro di diritto dell’organo.

L’insieme dei sei nominativi è stato approvato dal plenum all’unanimità con 33 voti favorevoli.

Si è quindi passati all’esame delle proposte dell’opposizione.

Jürgen Wirth Anderlan ha illustrato la mozione n. 273/25, intitolata ‘Stop all’ideologia di genere’, chiedendo che il Consiglio si dichiarasse contrario a tale ideologia, alla sua diffusione anche tramite finanziamenti pubblici, al Pride Month e alla Pride March in provincia di Bolzano, nonché alla sua diffusione nelle scuole pubbliche e dell’infanzia, da impedire e sanzionare.

Nel suo intervento il proponente si è rivolto alle nuove identità che chiedono riconoscimento e ha sostenuto che l’ideologia di genere punti all’abolizione dei sessi e quindi della famiglia tradizionale.

Tra i metodi indicati ha citato l’uso di segni come asterischi, trattini e underscore nella lingua tedesca in nome della neutralità di genere e la concezione del sesso come costrutto sociale, con l’obiettivo di riprogrammare ideologicamente la popolazione provinciale.

Ha inoltre criticato che a padri e madri sia dedicata una sola giornata, mentre all’ideologia di genere venga dedicato un intero mese.

Brigitte Foppa ha replicato che l’intervento ricordava un collage scolastico e che il proponente, forse per essere divertente, non si rendeva conto di quante persone offendeva, ignorando anche l’esistenza di persone nate con caratteristiche genitali differenti che vivono grandi sofferenze, realtà che non si sceglie.

Secondo Foppa, il consigliere ha costruito un’ideologia gender che include tutto ciò che gli dà fastidio, mentre le persone bersaglio di tali attacchi subiscono sofferenze gravi e la questione non ha nulla a che fare con l’educazione dei bambini.

Per Marco Galateo una cosa è la disforia di genere, riconosciuta dal servizio sanitario nazionale lungo tutto il percorso di transizione, altra cosa è l’ideologia gender che una parte politica vorrebbe trasmettere soprattutto alle generazioni giovani e più fragili come se si potesse scegliere tra oltre sessanta generi, quando si nasce maschi o femmine salvo i rari casi citati.

Ha aggiunto che la parità tra i sessi è un tema diverso, lontana l’idea della donna relegata in casa, e che lui insegna alle figlie a essere libere di scegliere il proprio lavoro, rilevando inoltre che nella scuola italiana non esistono i progetti evocati e annunciando quindi voto contrario alla mozione.

Sandro Repetto ha respinto con forza la mozione segnalando confusione tra sesso, che attiene a caratteristiche biologiche, e genere, che riguarda ruoli, aspettative e stereotipi, ricordando che gli studi di genere non negano l’esistenza del sesso biologico.

Ha criticato la pretesa di rappresentare il pensiero della maggioranza e ha chiesto cosa si intenda per famiglia tradizionale, dato che oggi esistono molti tipi di famiglie e nuclei affettivi, accusando anche il vicepresidente Galateo di una visione discriminatoria e sottolineando che la vera parità si realizza condividendo il lavoro di cura, mentre la mozione considera legittimo solo ciò che rientra nel proprio orizzonte culturale, a differenza di una democrazia che riconosce e tutela le differenze.

Sven Knoll ha osservato che nel dibattito si mescolano piani diversi, distinguendo tra genere genotipico e fenotipico, varianti nello sviluppo e orientamento sessuale indipendente da essi, e ha sostenuto che non si stia parlando dei diritti di persone discriminate, ma di un’ideologia che negli ultimi anni, sotto la bandiera arcobaleno, avrebbe sostenuto per esempio che a carnevale le bambine non dovrebbero più vestirsi da principesse, come discusso in Germania, e che nelle scuole non deve entrare.

Ha chiesto di votare separatamente i punti tre e quattro, ritenendo che una Pride march non possa essere vietata.

Philipp Achammer ha replicato che Knoll e Wirth Anderlan costruiscono una realtà utile solo a fini politici, domandando in quale asilo si dica alle bambine che non possono vestirsi da principesse o dove si insegni che si può cambiare genere in modo fluido, e invitando a tacere se non si sanno citare casi concreti, definendo assurdo considerare il Piano di parità una riprogrammazione e ricordando che a scuola si insegneranno sempre rispetto e tolleranza a prescindere da provenienza e orientamento sessuale.

Zeno Oberkofler ha invitato alla vigilanza affermando che Wirth Anderlan ha pronunciato parole inaccettabili, arrivando a sostenere che certe persone dovrebbero finire in manicomio, un segno di totale mancanza di rispetto, e ha chiesto quale sia il problema se le persone vogliono essere se stesse, amare chi desiderano e vivere liberamente in una società che non calpesti i diritti delle persone LGBTQ+, ricordando che in Europa l’Italia è ancora indietro nella tutela di tali diritti e che la discriminazione persiste, motivo per cui il Pride Month è importante, mentre l’ideologia gender sarebbe un’invenzione e ciò che conta è proteggere le persone.

Per fatto personale Sven Knoll ha precisato di essersi riferito a casi avvenuti in Germania.

Andreas Leiter Reber ha osservato che il tema ritorna puntualmente a giugno e che, pur non avendo nulla da obiettare alla richiesta di maggiore tolleranza e libertà, molte persone hanno la sensazione di eventi calati dall’alto, mentre ci si potrebbe impegnare anche su altre ricorrenze come la Giornata della madrelingua e la Giornata dell’autonomia, rilevando che enti come EURAC, Laimburg e Castel Tirolo non hanno mai adeguato i propri loghi e auspicando maggiore proporzionalità e saggezza politica per evitare tali contrapposizioni.

Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha evidenziato che il presentatore ha mescolato concetti molto diversi, dal ruolo di uomini e donne alla transessualità, all’intersessualità e all’orientamento, fino all’idea inventata che in Alto Adige si voglia imporre a partire dai bambini una scelta quotidiana del proprio genere, ricordando che quando si chiede quale scuola dell’infanzia abbia imposto certe regole non si riceve risposta e che così si cerca solo di spaventare le persone presentandosi come oppositori di ideologie inventate, analogamente a quanto avviene quando si parla di falsa tolleranza verso l’islam o dell’abolizione della festa di San Martino, affermazioni non vere.

Ha ricordato che la Provincia aderisce alla rete READY senza obblighi di partecipazione, che è stato spiegato il significato dei colori della bandiera arcobaleno, che può anche essere strumentalizzata ma esprime tolleranza, rispetto e pluralità, e che si partecipa a molte iniziative diverse, comprese quelle per l’autonomia con un corporate design dedicato e banner esposti per un anno, senza obblighi per le istituzioni.

Ha ribadito che nella società vi sono ancora oggi persone discriminate per orientamento sessuale, che nessuno impone modelli identitari, men che meno nelle scuole, che molti contributi provinciali sostengono associazioni portatrici di valori tradizionali, e che l’esposizione della bandiera arcobaleno è stata decisa come segno di tolleranza e non di indottrinamento, perché tolleranza e pluralità non minano le fondamenta della società.

In replica, invitato dal presidente Gennaccaro a usare un linguaggio rispettoso, Jürgen Wirth Anderlan ha ricordato che le sue ultime tre mozioni, su temi come il commercio equo e il segnale SOS, erano state respinte, ha rilevato che qualcuno è uscito dall’aula per evitare di votare, ha affermato che se una donna è nata donna questo è un fatto e che anche le persone gay sanno cosa sono, e, sollecitato a portare prove, ha citato l’uso di numerosi asterischi in un comunicato di una scuola primaria a Chiusa oggetto di sua interrogazione, riferendosi inoltre al linguaggio neutro, ai giocattoli neutrali e agli interventi di un’associazione attiva nel servizio giovani, concludendo che non si devono toccare i bambini, e ha richiamato anche un’indagine secondo cui la maggioranza respingerebbe tale ideologia.

Posta in votazione, la mozione è stata respinta: premesse e punti uno e due con 24 voti contrari, 4 favorevoli e 3 astensioni, il punto tre con 25 contrari, 3 favorevoli e 3 astensioni, il punto quattro con 23 contrari, 4 favorevoli e 4 astensioni.

La seduta pomeridiana si è conclusa e il plenum tornerà a riunirsi domani alle 9 per le audizioni delle titolari degli organismi di garanzia insediati in Consiglio provinciale, con interruzione dei lavori alle 11 su decisione del collegio dei capigruppo e ripresa alle 14 anziché alle 14.30.

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