News immediate,
non mediate!
Categoria news:
OPINIONMIX

CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO: «LAVORI CONSIGLIO: PREZZI DEI CARBURANTI, COLTELLI TASCABILI, MEDICI INFORMATI»

Scritto da
16.10 - mercoledì 15 aprile 2026

Di Luca Franceschi
///

In aula sono state affrontate mozioni presentate da Freie Fraktion, Süd-Tiroler Freiheit e VITA su prezzi dei carburanti, divieto dei coltelli tascabili e obblighi di informazione per i medici.

Mozione n. 388/26: L’Alto Adige può ridurre autonomamente i prezzi dei carburanti! Sgraviamo finalmente i cittadini e l’economia.

Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha chiesto di incaricare la Giunta provinciale di utilizzare anche in Alto Adige le possibilità consentite dall’attuale quadro normativo per abbassare i prezzi dei carburanti su tutto il territorio, seguendo l’esempio del Friuli Venezia Giulia, con l’obiettivo di alleggerire cittadini ed economia locale.

Secondo il consigliere, il costo dei carburanti incide direttamente e indirettamente sul costo della vita e sul potere d’acquisto di molti altoatesini, e la Provincia, grazie alla propria autonomia, potrebbe intervenire in modo analogo alle Regioni.

Ha richiamato l’esempio della legge regionale del Friuli Venezia Giulia del 2010, nata da misure di sgravio concepite già nel 2008/2009, e ha sostenuto che anche Bolzano potrebbe applicare riduzioni su tutto il territorio provinciale.

Una politica responsabile, ha aggiunto, non può restare in balia del mercato mondiale o delle decisioni di Roma, ma deve usare i margini dell’autonomia per ridurre concretamente gli oneri su cittadini ed economia, invece di limitarsi a sollecitare il Governo nazionale sulla riduzione delle accise senza intervenire a livello provinciale.

Paul Köllensperger (Team K) ha ricordato le recenti notizie sui prezzi record del diesel in Alto Adige, con aumenti fino a 20 euro per pieno, giudicando la proposta efficace come misura temporanea di ammortizzazione e meritevole di supporto.

Ha criticato il meccanismo europeo di formazione dei prezzi energetici, in cui l’ultimo offerente determina il prezzo per tutti, e ha chiesto di tassare gli extraprofitti poiché in tempi di crisi alcuni guadagnano molto.

Ha sottolineato la necessità di aiutare i cittadini che spendono 200-300 euro in più al mese per l’energia.

Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha evidenziato la natura ciclica delle crisi e l’esigenza di non farsi trovare impreparati, invitando a investire nelle energie rinnovabili e a sostenere la mobilità elettrica con incentivi mirati.

Ha rimarcato che l’energia è un fattore cruciale e che bisogna predisporre misure in vista di una prossima crisi.

Zeno Oberkofler (Gruppo Verde) ha affermato che dalla crisi si deve imparare in due direzioni: allontanarsi dai combustibili fossili e sostenere in modo mirato chi è colpito dagli aumenti energetici.

A suo avviso, ridurre il prezzo dei carburanti non è la strada corretta perché spesso simili misure finiscono per avvantaggiare le compagnie petrolifere.

Quanto all’esempio del Friuli Venezia Giulia, ha proposto di utilizzare i fondi per raggiungere il ceto medio-basso con provvedimenti come il trasporto pubblico gratuito e contributi ai pendolari, ricordando che l’aumento dei prezzi dell’energia alimenta l’inflazione e colpisce l’intera società, non solo chi guida.

Sandro Repetto (Partito Democratico) ha collegato la fase attuale a un conflitto internazionale che sta generando effetti pesantissimi a livello globale.

Ha ribadito che i rincari dei carburanti spingono l’inflazione e rendono necessario aumentare i salari, mentre la proposta in discussione incide solo marginalmente.

Ha citato l’intervento del Governo nazionale, giudicato tardivo e in parte vanificato dagli aumenti dei prezzi decisi dalle compagnie, e ha invocato misure strutturali più ampie, inclusa la promozione del trasporto pubblico gratuito.

Ha annunciato che avrebbe sostenuto la mozione e invitato la Giunta a contrastare rincari e inflazione.

Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha descritto una situazione di generalizzato aumento dei prezzi che mette in difficoltà molte persone, anche chi lavora a tempo pieno, e ha chiesto interventi immediati e concreti.

Tra questi, ha indicato fondi per i pendolari, misure sul prezzo dei carburanti, contenimento dei costi energetici e riduzione dell’IVA sui latticini ad alta intensità energetica, sottolineando che i forti rincari provinciali dipendono da fattori locali più che da contesti internazionali.

L’assessore Marco Galateo ha riconosciuto la rilevanza del tema per famiglie e imprese, ricordando l’impegno del Governo nazionale per uno sgravio di 25 centesimi e l’esistenza di fenomeni speculativi.

Ha osservato che usare risorse pubbliche per favorire chi possiede un’auto non sarebbe equo e avvantaggerebbe soprattutto le vetture di grossa cilindrata, oltre a incentivare l’uso del mezzo privato in contrasto con il Piano clima.

Ha proposto di dare risposte anche a scenari sfavorevoli, incentivando il trasporto pubblico, valutando aree di stoccaggio carburanti in collaborazione con altre Regioni ed educando a una mobilità diversa, con priorità agli operatori che lavorano con il carburante, come gli autotrasportatori, per evitare ricadute sui prezzi al consumo.

Ha ricordato l’attivazione della Piattaforma economia 2030 per studiare il fenomeno e l’impegno degli uffici dello sviluppo economico a supporto delle aziende.

Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha aggiunto che chiedere allo Stato di agire sulle accise non è in contraddizione, ma le maggiori entrate non compensano i mancati introiti, con effetti anche sul bilancio provinciale, e che le misure già adottate sono costate 4 milioni.

Ha affermato che nel lungo periodo sconti generalizzati non hanno senso economico né ecologico e che vale la pena perseguire l’indipendenza dai Paesi produttori di petrolio.

Per chi è più colpito dai rincari sono previste misure specifiche come sostegni ai pensionati e aumenti retributivi nel pubblico impiego, che saranno ulteriormente rafforzati con le imminenti variazioni di bilancio, insieme alla promozione di fonti energetiche non fossili.

Andreas Leiter Reber ha presentato un emendamento sostitutivo per rafforzare la promozione del passaggio alla mobilità elettrica, sottolineando che molte persone non hanno i mezzi per acquistare un’auto nuova.

In attesa della traduzione dell’emendamento, la trattazione della mozione è stata sospesa.

Voto n. 52/26: No al divieto dei coltelli tascabili in provincia di Bolzano.

Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha chiesto che il Consiglio solleciti Parlamento e Governo a stralciare dal decreto sicurezza il divieto di portare coltelli pieghevoli con lama oltre cinque centimetri, con punta e meccanismo di blocco, ritenendolo sproporzionato perché coinvolge oggetti d’uso quotidiano.

Ha inoltre domandato di escludere espressamente dall’applicazione i coltelli e le posate tradizionali, parte integrante della cultura locale, e di distinguere in modo più chiaro tra armi vere e proprie e oggetti comuni, affinché le leggi sulla sicurezza siano mirate ai pericoli reali e non restino simboliche.

Ha chiesto infine di considerare, nelle future misure di sicurezza, le particolari condizioni culturali, storiche, geografiche e sociali della provincia.

Il consigliere ha spiegato di aver inizialmente ritenuto condivisibile la norma, salvo constatare che avrebbe riguardato anche i piccoli coltelli tascabili, che molti portano fin da bambini senza commettere reati.

A suo dire, le buone intenzioni finirebbero per colpire i cittadini da tutelare, trattandoli da delinquenti, con sanzioni sproporzionate che comportano denuncia, iscrizione nel registro degli indagati, costi legali, eventuali multe e perdita di tempo, trasformando la disposizione in una trappola legale per decine di migliaia di persone.

Jürgen Wirth Anderlan (JWA Wirth Anderlan) ha dichiarato che continuerà a tenere un coltello in auto perché può salvare la vita in caso di emergenza, giudicando la norma assurda e ricordando che anche pietre o bottiglie di vetro potrebbero essere usate come offesa, mentre i criminali non rispettano la legge.

Ha richiamato il valore delle posate tradizionali portate dagli Schützen, tramandate da generazioni.

Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha osservato di aver letto che il decreto è stato già modificato, ipotizzando l’obsolescenza del voto e l’efficacia limitata di tali atti oltre al messaggio ai cittadini.

L’assessore Marco Galateo (Fratelli d’Italia) ha spiegato che il decreto sicurezza del Governo mira a garantire che le persone possano vivere in sicurezza, e che il confronto con associazioni professionali e non ha portato a modifiche in Parlamento per introdurre la “giusta motivazione” al possesso, invitando al ritiro del documento.

Il presidente Arno Kompatscher ha ricordato che nel frattempo il Governo ha preso posizione e che l’assessora Mair, insieme ai parlamentari locali, si è attivata per evitare che i coltelli tascabili e le posate tradizionali rientrassero nel campo del decreto, nato per impedire a soggetti pericolosi di procurarsi strumenti offensivi, ritenendo quindi il voto superato e da ritirare.

Sven Knoll ha respinto la sospensione, rilevando che le eccezioni non coprono i minorenni e che l’introduzione della giustificazione pone sul cittadino l’onere della prova, senza configurare un’esenzione generalizzata, aggiungendo che i problemi locali non riguardano i residenti, ma chi gira in città con machete.

Messo ai voti, il documento è stato respinto con 13 sì, 17 no e 2 astensioni.

Mozione n. 390/26: I medici devono informarsi adeguatamente sulla natura, efficacia e sicurezza dei medicinali prima della raccomandazione, prescrizione o somministrazione.

Giunta provinciale e Azienda sanitaria devono esigere l’adempimento di tale obbligo nell’interesse dei cittadini.

Renate Holzeisen (VITA) ha spiegato di aver presentato la mozione in seguito ad affermazioni rese in commissione d’inchiesta da dirigenti della SABES, secondo cui non leggerebbero le informazioni tecniche dei medicinali somministrati.

Ha chiesto che l’Assessore alla Salute ricordi in forma adeguata a tutti i medici che operano in Alto Adige l’obbligo di informarsi sulla natura, l’efficacia e la sicurezza dei medicinali prima di raccomandarli, prescriverli o somministrarli, e che il Direttore generale dell’Azienda sanitaria invii un analogo richiamo scritto ai medici dipendenti.

Ha precisato che il foglietto illustrativo è rivolto ai pazienti, mentre il riassunto delle caratteristiche del prodotto è destinato al personale sanitario e contiene informazioni aggiuntive necessarie per un impiego corretto e sicuro.

Ha ricordato che il medico deve attenersi a indicazioni terapeutiche, vie e modalità di somministrazione previste nella documentazione di autorizzazione, il che presuppone la conoscenza delle informazioni tecniche, segnalando una carente informazione dei medici proprio sui vaccini.

Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha aggiunto che anche i cittadini devono potersi informare adeguatamente sui medicinali, evidenziando la necessità di foglietti illustrativi bilingui, tema da trattare nella prossima Seduta congiunta, e ha annunciato sostegno alla mozione.

Franz Ploner (Team K) ha affermato che l’informazione al paziente è parte essenziale della terapia e presupposto del consenso libero e informato, a garanzia del diritto all’autodeterminazione, richiamando il codice deontologico e il moderno giuramento di Ippocrate, e ha chiesto la votazione separata.

Hannes Rabensteiner (Süd-Tiroler Freiheit) ha detto che come cittadino si aspetta che il medico conosca rischi ed effetti collaterali di ciò che prescrive, rilevando che questo non sarebbe avvenuto con il vaccino anti Covid-19, e ha rimarcato l’importanza dell’informazione verso i pazienti, anche rispetto alla conoscenza della loro lingua da parte del medico, oltre a segnalare pressioni sui sanitari a usare il farmaco più economico anziché il migliore.

L’assessore Hubert Messner ha ricordato che gli obblighi richiamati sono già contenuti nel codice deontologico, che impone al medico la conoscenza di tutti gli effetti del prodotto, inclusi quelli avversi, come standard minimo di prescrizione, oltre al dovere di informare il paziente, riconoscendo la correttezza di questo punto.

Ha aggiunto il ruolo della formazione continua e dello sviluppo professionale, e, quanto alla vaccinazione anti Covid-19, ha negato un fallimento informativo, sottolineando l’impegno di molti collaboratori dell’Azienda sanitaria.

Ha ritenuto non accoglibili le richieste, giudicando alcune accuse e conclusioni non conformi agli standard scientifici.

Renate Holzeisen ha replicato che così non si tutela la salute dei cittadini, ribadendo che nella somministrazione dei vaccini sarebbe mancata l’adeguata informazione sanitaria e richiamando le dichiarazioni dei dirigenti SABES circa la mancata lettura delle informazioni su medicinali e dispositivi, fino a definire i vaccini un dogma.

Ha ricordato che nella storia alcuni vaccini hanno causato danni e sono stati poi ritirati, sostenendo che lo stesso accadrà ai cosiddetti vaccini Covid, e che solo la lettura delle informazioni tecniche da parte del medico rende efficace la farmacovigilanza.

La mozione, votata nominalmente e per parti separate, è stata respinta: le premesse con 6 sì, 16 no e 10 astensioni, il punto 1 con 13 sì, 18 no e 3 astensioni, il punto 2 con 13 sì, 18 no e 3 astensioni.

Link alla notizia

Categoria news:
OPINIONMIX

Per donare ora, clicca qui



A.I. - IMPAGINAZIONE EDITORIALE OPINIONE
POSSIBILE UTILIZZO INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Opinione si avvale di applicazioni basate su Intelligenza artificiale al fine di ottimizzare l'impaginazione editoriale curata dalla nostra redazione.
I contenuti potrebbero presentare interpretazioni di testo difformi dall'originale del comunicato stampa ricevuto: nel caso è gradita una segnalazione a: [email protected]


© RIPRODUZIONE RISERVATA
DELLA FONTE TITOLARE DELLA NOTIZIA E/O COMUNICATO STAMPA

È consentito a terzi (ed a testate giornalistiche) l’utilizzo integrale o parziale del presente contenuto, ma con l’obbligo di Legge di citare la fonte: “Agenzia giornalistica Opinione”.
È comunque sempre vietata la riproduzione delle immagini.

I commenti sono chiusi.