Di Luca Franceschi
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Approvata una mozione della SVP e iniziata la discussione del disegno di legge che modifica la legge elettorale provinciale, con un ampio confronto dedicato al voto elettronico.
Con il voto n. 56/26, “Incentivi per chi continua a lavorare oltre l’età pensionabile”, presentato dai consiglieri Harald Stauder, Franz Locher e Alex Gennaccaro il 20 aprile 2026, Harald Stauder ha proposto di sollecitare Parlamento e Governo a valutare un modello che, in caso di differimento del pensionamento, preveda il versamento dei contributi pensionistici direttamente a lavoratrici e lavoratori, in tutto o in parte, esentandoli da imposte e contributi previdenziali.
In caso di esito positivo, ha chiesto di adoperarsi per introdurre tale modello.
La proposta chiede inoltre di stabilire per legge che, qualora si prosegua volontariamente il lavoro oltre l’età pensionabile, il diritto alla pensione maturato non venga limitato e che si possa in qualsiasi momento usufruire della pensione alle condizioni originarie.
Viene poi sollecitata la riforma della tassazione congiunta dei redditi da pensione e da lavoro, valutando una tassazione agevolata o forfettaria per i redditi aggiuntivi percepiti in età pensionabile.
Infine si propone una riduzione mirata degli oneri sociali a carico dei datori di lavoro per le persone che continuano a lavorare o che vengono reinserite dopo il raggiungimento dell’età pensionabile.
Stauder ha sottolineato che il testo raccoglie istanze più volte discusse in aula e condivise da molti, con l’obiettivo di consentire a chi lo desidera di proseguire l’attività anche dopo la pensione senza penalizzazioni fiscali.
Il mercato del lavoro necessita di personale e vanno liberate risorse, sempre su base volontaria.
Sandro Repetto (Partito Democratico) ha espresso apprezzamento, segnalando però il rischio di disparità.
Per evitarle, ha proposto di agevolare chi è andato in pensione con quota 100 e si trova bloccato, così da non creare cittadini di serie A e di serie B e non premiare chi già beneficia della pensione rispetto a chi continua a lavorare sostenendo il sistema contributivo.
Il cofirmatario Franz Locher (SVP) ha ricordato che presto il numero dei pensionati sarà equivalente a quello dei lavoratori.
Molti accetterebbero di continuare a lavorare se il guadagno netto fosse adeguato, mettendo a disposizione esperienza e competenze.
Ha citato le carenze di personale nella gastronomia e nell’agricoltura, settori nei quali pensionati in ottima forma vorrebbero contribuire.
Oggi, ha aggiunto, dei compensi aggiuntivi resta poco.
Ha auspicato l’approvazione della proposta.
Hannes Rabensteiner (Süd-Tiroler Freiheit) ha definito positiva l’iniziativa, chiedendo però di non uniformare tutte le situazioni.
Chi ha svolto lavori gravosi non deve essere costretto a lavorare oltre per ottenere una pensione dignitosa.
Nei prossimi cinque anni andranno in pensione circa 70.000 persone, un numero elevatissimo e un grande potenziale per il mercato del lavoro.
Le pensioni future potrebbero essere più basse e molti saranno spinti a proseguire il lavoro.
Si dovrebbe valutare anche una minore tassazione degli straordinari.
Maria Elisabeth Rieder (Team K) ha invitato a differenziare i casi.
Molti aventi diritto scelgono oggi di ritirarsi per timore di cambi normativi, pur essendo disponibili a lavorare dopo la pensione.
C’è anche chi accoglie volentieri la pensione, ma poi fatica a gestire il nuovo ritmo di vita.
Queste professionalità sarebbero preziose anche nel settore privato.
Va approfondito anche il tema dei pensionati del servizio pubblico, di cui c’è bisogno.
La normativa italiana è datata e adatta a un’epoca con molti più dipendenti nel pubblico impiego.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha richiamato l’attenzione sul valore delle competenze utilizzabili anche dopo il pensionamento, sul bisogno di sentirsi utili e su nuove possibilità di organizzazione familiare.
Si può pensare a impieghi non a tempo pieno, limitati a pochi giorni a settimana.
È fondamentale che l’onere fiscale non azzeri il beneficio, anche per prevenire il lavoro nero.
Zeno Oberkofler (Gruppo verde) ha ribadito che la scelta deve restare volontaria, non imposta da necessità economiche, e che occorre lasciare spazio alla crescita professionale dei giovani.
Non è semplice bilanciare questa esigenza con la valorizzazione dell’esperienza dei pensionati, ma la dinamica merita approfondimento e cooperazione tra generazioni.
Il cambiamento demografico impone nuove soluzioni creative.
Molte persone svolgono volontariato e le attività post pensionamento aiutano a contrastare l’isolamento.
Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha citato il caso di un pensionato esperto pronto a collaborare alla sistemazione delle strade, frenato da ostacoli burocratici, rimarcando che chi desidera lavorare deve poterlo fare.
Anna Scarafoni (Fratelli d’Italia) ha osservato che, rispetto a quarant’anni fa, le fasi della vita sono cambiate e persone ancora giovani e vitali vedono mutare improvvisamente il proprio quotidiano con il pensionamento, rischiando la depressione.
Consentire di continuare a lavorare, con formule ben studiate, rafforza la consapevolezza del percorso di vita.
Si è detta favorevole, chiedendo un approfondimento serio affinché la misura sia conveniente e gratificante.
Jürgen Wirth Anderlan (JWA) ha giudicato sensata la proposta, annunciando il proprio sostegno.
Ha rilevato che nelle aree rurali, senza attività come un orto o un giardino, dopo pochi anni molte persone faticano a trovare un senso alla propria vita.
Nel suo Comune, Caldaro, in tanti proseguono l’attività, spesso in modo irregolare, ma almeno ritrovano motivazione.
L’assessora Magdalena Amhof ha ricordato che, alla luce del cambiamento demografico, il contributo dei pensionati sarà necessario per mantenere stabile il mercato del lavoro.
La scelta deve restare volontaria.
Il tema è stato affrontato anche con il presidente della Provincia, valutando incentivi fiscali, cumulabilità e previdenza.
Poiché la competenza non è provinciale, servono verifiche con esperti per definire il quadro giuridico statale e concordare eventuali modifiche con il Governo.
La permanenza dei pensionati nel mercato del lavoro preserva competenze specifiche, dà stabilità alle aziende e consente il trasferimento di saperi ai giovani.
Serviranno però adeguamenti dei posti di lavoro.
Le attività più pesanti non permettono di proseguire e in tali casi vanno previsti sgravi, orari adeguati, riconoscimento del lavoro e formazione.
Già oggi è possibile in alcuni casi assumere persone in età pensionabile con incentivi fiscali, che però non vengono sfruttati a sufficienza.
Sono necessarie ulteriori verifiche giuridiche, ma l’orientamento è favorevole per un mercato del lavoro efficiente e stabile.
Harald Stauder ha ringraziato per il confronto costruttivo, invitando a considerare anche l’aspetto umano.
Molti, giunti alla pensione, si trovano di fronte a sfide inattese.
Ogni misura deve essere volontaria e vanno promosse opportunità significative, ricordando che per molti esistono già attività sociali.
A Repetto ha riconosciuto l’obiettivo comune, seppur con strade diverse.
A Wirth Anderlan ha ribadito la necessità di canali legali per chi desidera conservare un senso di utilità attraverso il lavoro.
Posta in votazione per parti separate, la mozione è stata approvata.
Le premesse hanno ottenuto 30 sì, i punti 2 e 3 34 sì ciascuno, il punto 1 26 sì e 4 no, il punto 4 29 sì e 4 astensioni.
È stata quindi avviata la discussione del disegno di legge provinciale n. 65/26, “Modifica della legge provinciale 19 settembre 2017, n. 14, Disposizioni sull’elezione del Consiglio provinciale, del presidente della Provincia e sulla composizione ed elezione della Giunta provinciale”, presentato dalla Giunta su proposta del presidente Arno Kompatscher.
La relazione accompagnatoria indica la necessità di adeguamenti tecnici per migliorare il coordinamento delle norme e l’opportunità di recepire innovazioni statali volte a semplificare e digitalizzare alcuni adempimenti, così da rendere più flessibili determinate procedure.
Il testo intende inoltre creare le basi giuridiche per l’introduzione del voto elettronico.
Su questo punto si è concentrato il presidente Kompatscher, spiegando che il disegno di legge fissa i presupposti per il voto elettronico nell’ambito di un progetto per il capoluogo, individuando nel Comune di Bolzano il partner per l’avvio della procedura, che coinvolgerà anche i cittadini che lavorano all’estero.
Alla prima occasione utile sia i residenti sia gli iscritti all’AIRE potranno esprimere la preferenza con modalità elettronica o con voto tradizionale, e per gli iscritti all’AIRE resterà anche l’opzione per corrispondenza.
In fase di introduzione definitiva, si potrà votare elettronicamente dal proprio dispositivo o tramite una scheda elettronica al seggio, così da non imporre l’uso dello smartphone.
Dovranno essere garantite identità digitale e segretezza del voto.
Kompatscher ha ricordato la mozione sull’introduzione del voto elettronico approvata a larga maggioranza, l’attività del gruppo di lavoro, i contatti con il Ministero dell’Interno e la necessità di un’intesa con i Comuni.
L’obiettivo è partire nel 2028.
Se l’esperienza funzionerà a Bolzano e per gli iscritti all’AIRE, sarà estesa agli altri Comuni.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha ricordato che il proprio partito chiede da tempo il voto elettronico, anche perché con il voto per corrispondenza alcuni elettori residenti all’estero hanno visto i propri voti andare perduti nonostante rispettassero tempi e regole.
Ha messo però in guardia dal realizzare il voto online nella forma proposta, perché tutti i cittadini al di fuori di Bolzano risulterebbero svantaggiati, con il rischio di ricorsi.
Ha fatto l’esempio di un cittadino di Fiè che, trovandosi fuori provincia nel weekend elettorale, non potrebbe votare, mentre un cittadino di Bolzano in vacanza al mare sì, generando una disparità.
A suo avviso si dovrebbe iniziare da un appuntamento meno delicato per testare il sistema, così da ridurre il rischio di manipolazioni.
Ha inoltre segnalato eventuali criticità dovute a telefoni non funzionanti o collegamenti internet instabili, proponendo un servizio di consulenza anche il giorno del voto.
Alex Ploner (Team K) ha affermato che il disegno di legge apre finalmente la strada al futuro.
Ha ricordato che l’Estonia consente il voto elettronico dal 2005 e che solo nel 2023 i voti online hanno superato quelli tradizionali, segno che i cittadini hanno bisogno di tempo per abituarsi.
Ha condiviso l’invito a una preparazione molto accurata e criticato il riferimento a “progetto pilota” e “fase sperimentale” in un testo di legge.
Ha espresso riserve anche sulla previsione che il presidente della Provincia certifichi con decreto il corretto funzionamento del sistema, ritenendo tale responsabilità eccessiva e in contraddizione con l’idea di sperimentazione.
Pur giudicando le proposte nella direzione giusta, ha spiegato di essersi astenuto in commissione perché il voto elettronico sarebbe previsto solo a Bolzano.
Zeno Oberkofler (Gruppo verde) ha dichiarato il pieno sostegno al voto elettronico, in particolare per le persone iscritte all’AIRE.
Ha sottolineato che un diritto fondamentale come il voto deve essere segreto, non influenzabile, con processi trasparenti e conformi alla legge.
Vanno considerate anche le regole sul silenzio elettorale, le procedure nei seggi, il conteggio e la presenza di osservatori.
La fiducia nell’esito delle elezioni è cruciale.
Ha richiamato esempi internazionali in cui i risultati sono stati messi in discussione e ha evidenziato l’importanza di spiegare ai cittadini come avvengono le procedure e come vengono custoditi i dati, garantendo sicurezza, segretezza, tracciabilità, chiarezza sulla conservazione e sull’elaborazione e trasparenza sui proprietari delle piattaforme.
Le persone devono essere informate dell’esistenza del sistema e delle modalità di voto e avere la certezza che il proprio voto elettronico venga conteggiato e resti segreto.
Il presidente Arno Kompatscher, premettendo che errare è umano ma perseverare sarebbe diabolico, ha spiegato che il voto deve essere uguale, libero e segreto.
Sui requisiti di libertà e segretezza non ravvisa criticità, mentre sull’uguaglianza sì, perché un cittadino di Bolzano in Sicilia potrebbe votare, uno di Laives no.
Non essendo più possibili emendamenti, i collaboratori stanno verificando la possibilità di una votazione separata per stralciare il riferimento al Comune di Bolzano dall’articolo interessato, così da rendere possibile il voto elettronico in tutti i Comuni, nonché per gli iscritti all’AIRE.
Sarà inoltre eliminato il termine “sperimentale”, perché l’alternativa o c’è o non c’è.
Paul Köllensperger (Team K) ha ricordato un proprio emendamento per estendere la misura a tutti i Comuni e ha sollecitato l’introduzione della raccolta firme online.
Ha avvertito che un eventuale malfunzionamento alle elezioni provinciali creerebbe un grave problema, e che se il sistema funziona deve valere per tutti, senza limitazioni a Bolzano, altrimenti i ricorsi sarebbero inevitabili.
Ha suggerito di valutare il sistema open source estone, già collaudato.
Renate Holzeisen (Vita) ha spiegato di aver sollevato la questione in commissione legislativa, ritenendo evidente il rischio di ricorsi.
Ha apprezzato l’idea di tirare il freno e, al contempo, ha criticato l’uso del termine “sperimentazione”, introdotto a livello nazionale nel 2021, ricordando che un documento parla addirittura dell’opportunità di svolgere una simulazione prima della votazione.
Ha espresso riserve su vari esempi internazionali, invitando a opporsi a ingerenze esterne nelle libere elezioni.
Myriam Atz (Süd-Tiroler Freiheit) si è detta soddisfatta dell’intenzione di chiarire un aspetto discusso in commissione e ha chiesto come mai non fosse emersa per tempo la perplessità relativa alla previsione del solo Comune di Bolzano, anche in rapporto alla composizione linguistica.
Ha accolto con favore l’ipotesi di consentire due modalità di voto e ha segnalato la mancanza di indicazioni dettagliate sui rappresentanti di lista previste all’articolo 8.
Ha ribadito che, qualora si proceda con un’elezione online, il sistema deve funzionare, per non minare ulteriormente la fiducia nella politica.
A suo avviso sarebbe preferibile partire con un referendum o con un Comune di piccole dimensioni, perché un’insufficienza alle elezioni provinciali priverebbe la Provincia della rappresentanza popolare.
Waltraud Deeg (SVP) ha ricordato che il voto è lo strumento più importante di partecipazione in democrazia e che deve essere personale, segreto e uguale, richiedendo chiarezza tecnica su tutti i punti.
Il progresso è importante, ma lo è ancor di più la fiducia nelle procedure democratiche.
Ha ringraziato per il mantenimento del voto per corrispondenza per chi vive all’estero, sottolineando che la possibilità di scelta consente a ciascuno di individuare l’opzione più adatta.
Da presidente dell’associazione Sudtirolesi nel mondo, ha riferito di un target mediamente più anziano, dotato di competenze digitali ma desideroso di sicurezza sul buon funzionamento.
Ha ricordato l’istituzione del Centro di competenza per la cybersicurezza e i 32.000 attacchi hacker giornalieri, numeri che mostrano quanto sia cruciale garantire la sicurezza.
È importante che non vi sia l’obbligo di acquistare dispositivi per votare.
Se l’innovazione funziona e aumenta l’affluenza, tanto meglio.
Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha apprezzato l’impegno del presidente su un tema così sensibile.
Il suo gruppo è favorevole alle nuove tecnologie, purché nel rispetto delle norme.
La sperimentazione va condotta in ambiti limitati, e se possibile estesa a tutta la provincia.
Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha osservato che la composizione dei gruppi linguistici è mutata nell’ultimo decennio e che il relativo equilibrio è fondamentale.
Favorevole al voto elettronico e all’apertura al futuro, ha però avvertito che limitarlo a Bolzano, dove prevale il gruppo italiano, potrebbe alterare l’esito elettorale.
Selezionare eventualmente un Comune che rispecchi le proporzioni linguistiche provinciali sarebbe più appropriato.
Ha richiamato la ratio della clausola di residenza, introdotta per evitare che presenze temporanee potessero falsare il risultato.
Sven Knoll ha infine chiesto chiarimenti sul funzionamento pratico del voto elettronico e sulla necessità di linee guida uniformi per i presidenti di seggio.
Gli scrutatori hanno spesso dubbi e i conteggi possono variare tra i seggi, mentre la legge è chiara.
Gli elettori devono poter confidare nella regolarità delle operazioni, e chi non può votare online deve poter andare al seggio fisico.
Il presidente Arno Kompatscher ha ringraziato per il confronto costruttivo e ha annunciato, a fronte di un emendamento presentato, un subemendamento per una piccola modifica: eliminare il carattere sperimentale, rendere il voto elettronico un’alternativa e consentirlo in tutto l’Alto Adige.
Per gli altoatesini all’estero iscritti all’AIRE rimarrà anche il voto per corrispondenza.
È stato richiesto di partire con elezioni comunali, ma anche in quel caso il sistema deve funzionare, e il fatto che funzioni in un Comune non garantisce il funzionamento a livello provinciale.
Saranno quindi necessarie simulazioni di tutti gli scenari possibili, da svolgere con il Comune di Bolzano che dispone dei prerequisiti tecnici.
Per i Comuni, la decisione spetta al Consiglio regionale.
L’auspicio è introdurre il voto elettronico per le elezioni provinciali del 2028.
Il decreto del presidente della Provincia servirà anche a informare i cittadini della disponibilità di questa opzione, mentre in assenza di decreto resterebbero in vigore le modalità tradizionali.
Quanto ai software, verranno valutate le soluzioni disponibili, sentito il Garante per la privacy e con l’assenso del Ministero dell’Interno.
Esistono già vademecum per presidenti e scrutatori e sono state richieste linee guida chiare per tutti.
In merito alle modalità, dovrebbe essere possibile selezionare il nome da un elenco.
Non si escludono in futuro ulteriori modifiche legislative.
È stato citato anche il tema dei sistemi di riconoscimento facciale, considerati sicuri quanto il voto al seggio.
La trattazione del disegno di legge è stata quindi sospesa per consentire l’esame degli ordini del giorno.
I lavori riprenderanno domani a partire dalle ore 10.
MC

