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CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO: «LAVORI CONSIGLIO: INTERROGAZIONI SU TEMI D’ATTUALITÀ – 1»

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16.12 - martedì 13 gennaio 2026

Poste da consigliere e consiglieri alla Giunta provinciale, riguardavano le consegne con droni ai rifugi, aree militari, un nuovo sistema telefonico nell’amministrazione provinciale, decisioni sull’obbligo vaccinale, A22 e bilinguismo, il no al terzo mandato, il contributo agli studenti della Claudiana, l’origine dei generi alimentari, il personale dei laboratori protetti, gli autovelox in provincia.

(continua)

I lavori della sessione di gennaio del Consiglio provinciale di Bolzano sono iniziati con la trattazione delle interrogazioni su temi di attualità.

Dopo la risposta a una interrogazione alla quali non era stato risposto entro i termini, relativa al progetto pilota di droni al posto di elicotteri per raggiungere i rifugi, presentata da Madeleine Rorher (Gruppo verde), in merito al quale l’ass. Christian Bianchi ha riferito che si era trattato di un progetto che aveva permesso di misurare l’efficacia del sistema, anche in relazione alla programmazione in conseguenza delle previsioni atmosferiche e alle minore emissioni rispetto agli elicotteri, che un volo di drone può trasportare fino a 100 kg, ma si potrá arrivare anche a 200, e che si è trattato di un esperimento interessante che si ripeterà nelle prossime estati, sono state presentate le interrogazioni previste per il mese di gennaio.

Con l’interrogazione Le aree militari diventano zone al di fuori del diritto?, Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit), informando che un disegno di legge in discussione nella Commissione Difesa della Camera dei Deputati prevede che tutte le strutture militari siano escluse dalle leggi ambientali regionali e che siano trattate come le ex aree industriali, con semplificazione di determinati esami ambientali, e ricordando le voci in base alle quali le Acciaierie di Bolzano potrebbero essere rilevate dalla compagnia di difesa Leonardo al fine della costruzione di blindati, ha chiesto tra l’altro se la Giunta è stata coinvolta in questa intenzione, come la giudica e se sa del coinvolgimento di Leonardo.

Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha spiegato che la Giunta segue costantemente i lavori in Parlamento, a livello europeo e regionale, in continuo scambio con i rappresentanti parlamentari.

Si trattava di un disegno di legge di Forza Italia, che andava visto in un contesto europeo e non conteneva modifiche del decreto che contiene norme in materia ambientale, quindi non c’era nulla di rivoluzionario.

In quanto alle acciaierie, attualmente è in corso una procedura e si deciderá poi come ci si comporterà in caso di assegnazione; Leonardo è semplicemente una dei clienti di Acciaierie.

Zimmerhofer ha considerato che una politica vicina all’esercito, che porta avanti una militarizzazione e italianizzazione, comporterà molti grattacapi.

Interrogando sul Nuovo sistema telefonico dell’amministrazione provinciale, Josef Noggler (SVP) ha informato che esso era stato introdotto in via sperimentale alcuni mesi fa, nella Ripartizione Edilizia abitativa, allo scopo di semplificare la gestione delle chiamate in entrata, agevolare diversi processi e alleggerire il carico di lavoro dei dipendenti: tuttavia, secondo le testimonianze di alcuni cittadini, da allora l’accesso telefonico era diventato molto più complicato e macchinoso.

Considerando che questo sistema dovrebbe presto essere esteso a tutte le ripartizioni provinciali, il consigliere ha chiesto, tra l’altro, se ciò è vero, quali sono i vantaggi della misura e se si è consapevoli degli svantaggi per i cittadini.

Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha riferito di un progetto pilota con alcune esperienze anche non positive, aggiungendo che questo è proprio lo scopo delle verifiche; l’intenzione è di avere procedure chiare per rendere l’amministrazione piú accessibile, anche con la possibilitá di nuove prestazioni richiedibili a tutte le ore dalla piattaforma MyCivis.

Un service desk garantirà un accesso telefonico in caso di difficoltà, e sarà sempre garantito il servizio in loco degli uffici., Noggler ha chiarito che per alcuni servizi questo supporto non funziona.

Sviluppando la domanda La Giunta provinciale dell’Alto Adige dispone delle informazioni necessarie per prendere le decisioni giuste o per prendere posizione nella Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province?, Renate Holzeisen (Vita) ha ricordato che nelle premesse del decreto-legge n. 73/2017 (convertito con legge n. 119/2017), che ha introdotto in Italia l’obbligo vaccinale per i minori, risulta testualmente che questo si deve anche alla necessità di garantire ilrispetto degli impegni assunti a livello europeo e internazionale, nonché delle strategie concordate e degli obiettivi comuni definiti nell’area geografica europea.

La consigliera ha chiesto quindi quali sono esattamente e dove sono sanciti questi impegni, strategie e obiettivi, quando sono stati assunti o definiti, da quale organo e quali persone fisiche (con responsabilità istituzionale), quali consulenti li hanno consigliati, se la Giunta sa se tali impegni, obiettivi e strategie hanno subito modifiche dalla approvazione del DL n. 73/2017 e, in caso affermativo, quali.

L’ass. Hubert Messner ha riferito che il DL citato prevede un obbligo vaccinale e che rientra nelle competenze esclusive dello Stato, quindi la Provincia non ha competenza per chiedere quali sono le base giuridiche degli obblighi internazionali ed europei.

Holzeisen ha ricordato che a dicembre l’ass. Messner o il pres. Kompatscher avevano approvato la proroga del piano vaccinale, e ora dire che non si era competenti era scandaloso.

Riferendosi al tema A22 e bilinguismo, Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha riferito che in occasione delle forti nevicate del 25 novembre scorso in Alto Adige, sui pannelli elettronici dell’Autostrada del Brennero compariva la scritta “Neve, Brennero-Bolzano” e, nella traduzione tedesca, “Schnee, Brennero-Bolzano”: egli ha quindi chiesto chi è responsabile della traduzione sui pannelli elettronici e perché in questo caso è stata effettuata una traduzione errata e che cosa intende fare la Giunta affinché in futuro sia garantito il diritto a una traduzione corretta nello spazio pubblico.

Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha detto di essersi rivolto all’Ufficio questioni linguistiche e all’ufficio competente della A22: la relativa risposta sarebbe stata messa a disposizione.

Zimmerhofer ha criticato che si riproponessero sempre gli stessi problemi: evidentemente c’è dietro un sistema e ci si aspetta che la gente getti la spugna.

Con l’interrogazione No al terzo mandato – motivazione dello Stato, Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion), rilevando che sono ora disponibili le motivazioni della sentenza della Consulta del 6 novembre 2025 che vieta il terzo mandato consecutivo anche per i presidenti delle Regioni e Province a Statuto speciale, poiché esso costituirebbe un principio fondamentale dell’ordinamento e sarebbe un contrappeso all’elezione diretta, ha chiesto, tra l’altro, al presidente della Provincia se ritiene questa una riduzione delle competenze di Regione e Province autonome, se, se l’articolo 47 dello Statuto è sottoposto ai “principi generali “ dell’ordinamento statale, questo vale anche per tutte le competenze della Provincia, se la Giunta si è già attivata legalmente in relazione alla sentenza e come intende muoversi, anche nel caso in cui lo Stato estendesse il limite dei mandati anche ai presidenti di Provincia non eletti direttamente.

Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha riferito che dopo la pubblicazione della sentenza si era pensato che ci potessero essere limitazioni anche per lo Statuto, ma per fortuna questo non era successo: la stessa Corte aveva sottolineato che si trattava di un caso particolare, e che non veniva disconosciuta la competenza legislativa generale delle Province autonome; anche il prof. Toniatti lo aveva sottolineato.

Il limite nel caso di elezione diretta è a tutela della democrazia, valido anche per i sindaci.

Leiter Reber ha chiesto se c’è la possibilità di limitazione delle competenze della provincia; Kompatscher ha risposto che nella sentenza si dice “Attenzione, questa è una limitazione all’autonomia, ma sempre nel caso specifico di elezione diretta”.

“3.500 € per gli studenti della Claudiana – cosa ne resta?” è il titolo dell’interrogazione con cui Maria Elisabeth Rieder (Team K), ricordando che con delibera della Giunta provinciale n. 1106/2024 erano stati approvati i criteri per la concessione di un finanziamento a favore di studenti delle professioni sanitarie della Claudiana pari a 3.500 euro lordi l’anno, a fronte dell’impegno a prestare servizio a tempo pieno per tre anni presso il servizio sanitario pubblico provinciale o le RSA della provincia, evidenziava che né la delibera né i relativi criteri contengono disposizioni specifiche sul trattamento fiscale di tale contributo.

La consigliera chiedeva quindi, tra l’altro, quanti studenti hanno sottoscritto la suddetta dichiarazione di impegno, come viene qualificato dal punto di vista fiscale il contributo annuo di 3.500 euro (borsa di studio, reddito da prestazioni occasionali, reddito assimilato), se esso è soggetto all’IRPEF ed eventualmente alle addizionali regionali e comunali e, in caso affermativo, a quanto ammonta l’importo netto finale e se sono previste eventuali modifiche correttive affinché l’importo promesso sia effettivamente messo a disposizione.

L’sss. Hubert Messner ha risposto che si tratta di 144 studenti nel 2024 e 135 nel 2025; il contributo è assimilato al reddito da lavoro dipendente, soggetto quindi a IRPEF ed eventualmente anche ad addizionale regionale e comunale; l’importo netto dipende da vari fattori in relazione ai singoli individui.

Rieder ha chiarito che la richiesta era venuta dagli stessi studenti.

Il tema della Denominazione di origine di generi alimentari è stato al centro dell’interrogazione con cui Brigitte Foppa (Gruppo verde), premettendo che tutte le persone hanno il diritto di sapere da dove provengono gli alimenti che hanno nel piatto e che la trasparenza rafforza la fiducia, sostiene l’agricoltura locale e permette decisioni consapevoli, ricordava che la legge provinciale n. 7/2023 sull’indicazione dell’origine degli alimenti nella ristorazione collettiva prevede che l’origine di carne, latte e uova sia indicata in modo ben visibile nei menu, negli avvisi o in sistemi equivalenti.

La consigliera ha chiesto, tra l’altro, quanti controlli sono stati effettuati per tipologia di esercizio (ristoranti, mense, Buschenschänke/Hofschänke) a 2 anni dall’entrata in vigore della norma, quante attività erano conformi alle disposizioni e quante risultavano inadempienti, quante sanzioni sono state comminate e di quale importo, quali forme di etichettatura sono state finora applicate (etichettatura cumulativa, indicazione specifica dell’origine per ogni piatto, ecc.) e se è stata avviata una campagna di sensibilizzazione per aziende e consumatori.

L’ass. Hubert Messner ha chiarito che la legge è entrata in vigore nell’agosto 2023 e la SABES ha provveduto ad adeguare il software, provvedendo entro gennaio 24; erano stati effettuati 725 controlli nel 2024 e 2025 (l’assessore ha citato i numeri per ogni categoria), verificando 17 casi di inadempienza; le violazioni vengono sanzionate come previsto: il personale di controllo per prima cosa informa l’ufficio competente e indica un termine entro il cui adeguarsi – è stata quindi erogata una sola sanzione amministrativa di 100 €.

Le verifiche riguardavano le etichettature; per il 2026 sono previsti circa 350 controlli, al pari degli ultimi anni.

Attualmente non è prevista una campagna di sensibilizzazione, in quanto solo il 2,3% delle aziende sono risultate inadempienti.

Foppa ha detto che come consumatrice non ha mai visto in nessuna mensa o ristorante questa etichettatura: quante volte l’aveva vista l’assesore?

L’ass. Messner ha risposto che si reca raramente nei ristoranti e ha ringraziato per l’informazione: si sarebbe ulteriormente informato.

Sulla base della domanda “È questa la trasparenza che ci si aspetterebbe da un’emittente pubblica?”, Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion), ricordando che alla propria interrogazione 781/25 dell’1.07.2025 con cui chiedeva i dati relativi ai canoni versati da famiglie, imprese e organizzazioni altoatesine alla RAI il presidente Kompatscher aveva risposto che tali dati sarebbero stati comunicati non appena riferiti dalla stessa RAI, alla quale erano stati chiesti, e rilevando che ancora non aveva ricevuto risposta, ha domandato, tra l’altro, in quale momento la Giunta provinciale ha richiesto i dati relativi ai canoni RAI versati sul territorio altoatesino, a quale ufficio e a quale responsabile della RAI, quale risposta ha ricevuto, se la Giunta ha sollecitato ufficialmente più volte, dopo non aver ricevuto risposta nel mese di luglio, se non è anche nell’interesse del Presidente della Provincia sapere quali canoni RAI vengono versati da privati e imprese in Alto Adige, considerando che dal 2013 la Giunta provinciale, tramite l’accordo con la RAI, paga 20 milioni di euro annui dal bilancio provinciale esclusivamente per l’emittente locale “Rai Südtirol”.

Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha lamentato che ci voglia così tanto tempo per avere i dati, ritenendo, come Leiter Reber, che i dati dovrebbero essere differenziati a livello regionale, cosa che si potrebbe fare tramite gli allacciamenti all’energia.

Si insisterà ancora per aver i dati.

Non si finanzia la Rai, la RAI viene pagata dai cittadini tramite le bollette.

Leiter Reber ha riferito che anche a lui era venuto in mente di chiedere ad Alperia, ma la questione riguardava anche altri fornitori privati; ma non si tratta solo di privati, bensì anche di canoni pagati dagli alberghi: solo la categoria 3 stelle pagherebbe 1,5 mio. €.

Ha chiesto di sollecitare almeno i dati da Alperia.

Riferendosi ai temi Laboratori protetti: liste di attesa – retribuzioni – personale, Thomas Widmann (Für Südtirol mit Widmann), rilevando che tali sedi offrono un contributo indispensabile alla partecipazione delle persone con disabilità, ha ricordato che nel novembre 2024 il Consiglio provinciale aveva approvato la mozione n. 161/24: “Rafforzare le officine protette e garantire personale qualificato”, e che la relazione dell’assessora competente del 20 giugno 2025 in merito era rimasta vaga, con diverse incertezze riguardo alla reale situazione dell’offerta, mentre le trattative per i contratti collettivi del personale dei servizi di inserimento lavorativo erano ancora in corso.

Ha quindi chiesto, tra l’altro, quante persone risultano in lista d’attesa per i servizi residenziali e semiresidenziali nelle officine protette al 31.12.25, qual è attualmente il tempo medio e massimo di attesa, suddiviso per fascia d’età, quanti nuovi posti, residenziali e semiresidenziali, sono stati creati nel 2025 e quanti ulteriori sono concretamente previsti per il 2026, 2027 e 2028, se le trattative per i contratti collettivi del personale dei servizi di inserimento lavorativo sono nel frattempo concluse e con quale risultato.

L’ass. Rosmarie Pamer ha chiarito che le persone disabili in lista d’attesa per i servizi residenziali sono 175, per quelli semiresidenziali 85; che il tempo di attesa dipende da molti fattori, tra cui la disponibilità dei costi e la posizione in graduatoria, che è obbligatoria.

Si guarda ai bisogni dei candidati; nel 2025 il numero di posti residenziali è aumentato di 7, quello di semiresidenziali di 4.

Da gennaio è stata introdotta la settimana lavorativa di 36 ore, e sono state previste indennità aggiuntive per lavoro feriale e notturno.

Riferendosi all’Elenco degli autovelox in provincia di Bolzano, ed evidenziando che polizia e Comuni hanno dovuto registrare i loro autovelox, poiché in futuro potranno essere utilizzati per i controlli solo quelli che registrati, Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha riferito che tali apparecchi, in provincia, sono 55, ma il relativo elenco è disponibile esclusivamente in lingua italiana.

Egli ha quindi chiesto i motivi dell’ennesimo mancato rispetto del diritto alla madrelingua.

L’ass. Ulli Mair ha risposto che la procedura per la registrazione degli autovelox è prevista da Decreto Legislativo del 2025 e da una circolare del ministero dei trasporti dello stesso anno, secondo i quali essa è obbligatoria per l’impiego dei dispositivi; la lista non è rivolta alla popolazione, quindi non c’è stata violazione delle disposizioni sulla madrelingua.

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