Di Luca Franceschi
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Questa mattina a Bolzano è ripresa la trattazione del disegno di legge provinciale n. 67/26, Disciplina della Garante civica/del Garante civico, presentato dai consiglieri Schuler, Pamer, Gennaccaro, Foppa e Rieder.
Alex Ploner (Team K) ha aperto i lavori ringraziando le interpreti per l’impegno di questi giorni, quindi è iniziata la discussione generale.
Waltraud Deeg (SVP) ha richiamato il valore degli organismi di garanzia in uno Stato di diritto, punti di contatto essenziali per i cittadini alle prese con una burocrazia sempre più complessa.
Evidenziando il divario tra chi dispone di potere e risorse legali e le persone comuni, ha sottolineato la necessità di un supporto professionale accessibile anche in futuro.
Ha ricordato il buon funzionamento dei servizi già operanti, dalla Difesa civica alla Garante per l’infanzia e l’adolescenza, fino alla Consigliera di parità e al Centro antidiscriminazioni.
Ha citato l’introduzione del Garante della terza età con la legge del 2022, seppure con un livello di indipendenza non pienamente equiparabile a quello della Garante per l’infanzia, e la creazione della figura per gli abusi sessuali, frutto di un gruppo di lavoro.
Per Deeg è decisiva la garanzia di indipendenza.
Ha segnalato di aver elaborato 20 emendamenti insieme al collega Noggler.
A suo giudizio il disegno di legge propone un taglio radicale e non necessario che sminuisce organismi funzionanti riducendoli quasi a nulla.
In Commissione, Deeg e Noggler hanno presentato modifiche per rafforzare l’indipendenza degli organi, ora affiancate da altri emendamenti con lo stesso obiettivo.
Per lei contano figure altamente professionalizzate, servizi a bassa soglia e adeguate dotazioni.
Il Garante per la terza età deve essere sullo stesso livello di quello per l’infanzia e l’adolescenza, anche alla luce dell’invecchiamento della popolazione.
Sosterrà tutto ciò che tutela i diritti delle persone interessate, ma non il resto.
Ha inoltre ricordato che le sue richieste di audizioni in Commissione sono state respinte, così come emendamenti condivisi con l’opposizione.
L’audizione avrebbe permesso di ascoltare le persone direttamente coinvolte, che ogni anno relazionano in Consiglio ma non sono state sentite in questo momento decisivo.
Deeg ha chiesto perché si voglia imporre così questo nuovo assetto.
Brigitte Foppa (Gruppo verde), cofirmataria del disegno di legge, ha rimarcato che in questa occasione democrazia e parlamentarismo hanno trovato concreta applicazione.
A differenza di altri passaggi già decisi in partenza, qui c’è stata partecipazione e coinvolgimento anche di attori esterni.
Sono state ascoltate tutte le voci interessate, comprese quelle critiche, ed è emersa una forte attenzione verso persone discriminate, anziani e detenuti.
La proposta disciplina in modo organico un ambito molto cresciuto, chiarisce il rapporto con gli altri servizi e rafforza le tutele dei cittadini nei confronti della pubblica amministrazione.
Il Centro antidiscriminazioni, finora fanalino di coda, viene valorizzato, mentre la Consigliera di parità viene di fatto salvaguardata rispetto all’intento dello Stato di sopprimerla.
Foppa ha osservato che in passato il Centro era in capo al presidente del Consiglio e al segretario generale e ha messo in guardia dal difendere questo assetto, perché in futuro quelle cariche potrebbero essere ricoperte da persone poco sensibili al tema.
In prospettiva ci sarà una figura responsabile eletta con maggioranza dei due terzi, e in mancanza si procederà con un bando, consentendo anche all’opposizione di incidere: questa per Foppa è democrazia.
Il testo è stato migliorato su vari fronti: si preserva l’assetto costruito dall’ufficio della Garante per l’infanzia, le nomine passano a una Commissione, e anche i responsabili di area renderanno conto della propria attività.
Il Garante coordinerà i responsabili e metterà tutti nelle condizioni di lavorare bene per i cittadini.
Si tratta di una soluzione razionale che democratizza e depoliticizza il sistema, ponendo le aree sullo stesso piano.
Sandro Repetto (Partito Democratico), pur riconoscendo l’ampiezza del confronto e la stima per i proponenti, ha espresso alcune riserve.
L’obiettivo dichiarato è riorganizzare e rendere più efficiente il sistema degli organismi di garanzia, ma la nuova struttura verticistica potrebbe indebolirne l’autonomia, pilastro della loro credibilità.
Ha segnalato la progressiva scomparsa della definizione di “garante” e il superamento di esperienze consolidate che da decenni tutelano i diritti dei cittadini.
Ha chiesto di chiarire la natura dell’authority prevista e quali funzioni siano effettivamente delegabili, giudicando positivo il passaggio da “può delegare” a “delega”.
Repetto ha richiamato le difficoltà di accesso agli uffici per via del nuovo centralino telefonico provinciale.
Ha ritenuto inopportuno rinviare eccessivamente ai regolamenti attuativi e ha criticato il mancato accoglimento in Commissione della richiesta di audizioni avanzata da Deeg.
Ha ricordato l’intenzione del Governo di accentrare le Consigliere di parità, ipotizzando che anche a livello provinciale si vogliano concentrare e quindi ridurre competenze.
Ha preso atto dello sforzo di riorganizzazione, ma avrebbe preferito un percorso più partecipato.
Il seguito del dibattito, con il possibile accoglimento di emendamenti migliorativi, si preannuncia di grande interesse per il coinvolgimento di maggioranza e opposizione.
Myriam Atz (Süd-Tiroler Freiheit) ha apprezzato l’iter partecipato avviato dal presidente Schuler, con incontri anche con gli organismi di garanzia.
Anche la discussione in Commissione è stata attiva e costruttiva.
Era perplessa sulla Difesa civica, ma dopo averla contattata non ha ricevuto riscontri negativi.
Tra la prima bozza e il testo finale gli organismi hanno avuto tempo per formulare proposte ai consiglieri.
Il risultato è un testo valido, sebbene migliorabile su alcuni aspetti.
Atz avrebbe preferito la denominazione “responsabile degli organismi di garanzia”, ma la Commissione ha deciso diversamente.
La nuova disciplina prevede una figura unica che delegherà i casi alle singole aree, favorendo anche collaborazioni oggi lasciate all’iniziativa dei singoli, così che i reclami arrivino al luogo più idoneo.
Per lei deve restare la possibilità di contattare direttamente il Garante, cruciale ad esempio per i giovani e per chi chiama in momenti di difficoltà emotiva.
Atz ritiene importante mantenere in Consiglio audizioni periodiche dei Garanti, su cui il presidente si è detto favorevole.
Le singole aree conserveranno autonomia, ma una figura centrale è utile per coordinare e indirizzare, aiutando chi non sa a chi rivolgersi.
Autonomia e indipendenza delle aree vanno salvaguardate, perché continuino a servire la cittadinanza.
La legge introduce un cambiamento rilevante, ma nulla è immutabile.
Per Atz il disegno di legge è esempio di democrazia e collaborazione orientate all’obiettivo.
Dal banco della Giunta, l’assessora Rosmarie Pamer (SVP) ha ricordato che il programma di governo prevede di riunire gli organismi sotto un unico tetto e un unico punto di contatto per i cittadini.
L’intento è valorizzare le sinergie per garantire aiuto rapido e semplice, con un organismo moderno, vicino ai cittadini ed efficiente, che protegga da discriminazioni e svantaggi.
Ha sottolineato che l’indipendenza del garante e dei diversi organismi è assicurata da emendamenti, ringraziando il presidente.
Sono previsti sette settori, tra i quali Pamer ha indicato come particolarmente importanti la terza età e gli abusi sessuali.
Il primo ambito, richiesto da tempo e introdotto con la legge del 2022 sull’invecchiamento attivo, mira a tutelare i diritti delle persone anziane e a rappresentarne gli interessi per migliorarne la qualità della vita, con compiti di verifica del rispetto dei diritti, consulenza giuridica e mediazione di conflitti con familiari o personale di assistenza.
Per la violenza a sfondo sessuale si lavora dal 2022 a un punto di riferimento dedicato e, dopo un lungo percorso partecipativo, si è giunti a una buona soluzione.
Pamer ha ripercorso le tappe: l’approvazione di una mozione del Team K nel maggio 2022, la costituzione di un gruppo di lavoro e le proposte conseguenti.
Avrebbe preferito un disegno di legge specifico, ma si è deciso di integrare la figura nella proposta attuale, che ne definisce funzioni e compiti.
Sono previsti un Consiglio delle persone con vissuto di abusi sessuali e una Consulta scientifica.
Il sistema deve attivarsi quanto prima: la legge entrerà in vigore nella prossima legislatura, ma in via transitoria il responsabile sarà nominato presso la Difesa civica.
Pamer ha ringraziato quanti hanno contribuito a una norma frutto di collaborazione trasversale.
Maria Elisabeth Rieder (Team K), cofirmataria del disegno di legge, ha respinto le accuse di “mercanteggiamento” e ha rivendicato un lavoro svolto con convinzione.
Gli organismi già attivi funzionano bene e la proposta non li svaluta, ma vuole garantirne un accesso semplice, sapendo che vi si rivolge chi si trova in difficoltà.
Confluiscono tre nuove aree: persone private della libertà personale, vittime di violenza a sfondo sessuale e terza età, per le quali era fondamentale una disciplina chiara e puntuale.
I sette settori specialistici realizzano una riorganizzazione strutturale di cui si discuteva già nella scorsa legislatura, sia nella conferenza dei capigruppo sia nell’Ufficio di Presidenza, con un’ampia convergenza.
Per il Team K è cruciale che la scelta della garante o del garante, figura di rilievo, avvenga con maggioranza dei due terzi, a garanzia della depoliticizzazione, così come è importante l’ambito della violenza sessualizzata, su cui il collega Franz Ploner fu il primo a portare proposte.
Si punta a una struttura chiara, uniforme e comprensibile: la legge traccia il quadro e lascia ampi margini ai responsabili.
La concreta attuazione passerà per un regolamento interno, mentre l’organizzazione territoriale sarà sostenuta da professionisti e personale.
Si valorizzeranno le sinergie quando necessarie e opportune.
Rieder ha ribadito l’importanza di un accesso diretto alla Garante per l’infanzia e l’adolescenza, garantito da un emendamento, mentre il servizio di segreteria assicurerà un accesso a bassa soglia e con attenzione all’aspetto umano, principio già vigente e destinato a rimanere.
Franz Locher (SVP) ha richiamato la storia della Difesa civica e ha segnalato che il 60% dei casi dell’ufficio riguarda l’urbanistica, dato per lui sorprendente.
Ha rimarcato l’utilità di una sede di coordinamento e ha valutato positivamente l’approccio degli emendamenti presentati.
Si è cercato di riorganizzare gli organismi per rispondere alle esigenze dei cittadini, indirizzando le richieste alla sede più appropriata mediante la figura di coordinamento.
Ha posto attenzione anche ai bisogni delle persone anziane e delle famiglie.
Ha auspicato che ci sia sempre uno scambio come quello maturato su questa legge e ha ricordato l’accordo sulla maggioranza dei due terzi per le nomine.
A suo avviso il disegno di legge va nella giusta direzione.
Consultando i siti degli uffici di garanzia, ha notato che oggi ciascuno richiede un accesso separato, cosa faticosa per alcuni.
Più efficienti sono l’amministrazione provinciale e i Comuni, meno carico ricade sulla Difesa civica, che deve potersi concentrare sulle istanze più rilevanti dei cittadini.
L’obiettivo principale è che chi si rivolge a un organismo di garanzia torni a casa sentendosi sostenuto.
La discussione prosegue.

