Di Luca Franceschi
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È ripresa questa mattina a Bolzano la trattazione del disegno di legge provinciale n. 67/26, Disciplina della Garante civica/del Garante civico, presentato dai consiglieri Schuler, Pamer, Gennaccaro, Foppa e Rieder.
Nella discussione generale sono intervenuti Sven Knoll, Waltraud Deeg, Renate Holzeisen, Harald Stauder, Alex Ploner, Myriam Atz e Jürgen Wirth Anderlan, con replica del primo firmatario Arnold Schuler.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha osservato che, nonostante si parli di collaborazione, molte proposte dell’opposizione vengono respinte a prescindere dal merito.
Ha ricordato lo scetticismo iniziale verso l’organismo di garanzia e il lavoro svolto nel tempo per guadagnare la fiducia dei Comuni, fiducia che a suo avviso negli ultimi anni si è in parte incrinata, anche per la candidatura della Difensora civica Morandell alle provinciali e per dichiarazioni della Garante per l’infanzia ritenute poi non veritiere.
Ha giudicato positivo l’intento di riformare il sistema con una figura di coordinamento e ha sollecitato un’azione più proattiva, citando il caso di un bambino di lingua tedesca affidato a una famiglia di lingua italiana e la necessità di un intervento diretto presso il Tribunale per i minorenni, che a suo dire non risponde ai consiglieri provinciali.
Ha sottolineato il bisogno di consulenza accessibile per i cittadini con minori mezzi e l’importanza dell’Ufficio del Garante per l’infanzia e l’adolescenza, chiarendo che non riguarda contestazioni di voti scolastici, ma la tutela dei diritti dei minori.
Ha invitato a riflettere sulla denominazione della figura coordinatrice in tedesco e ha chiesto di non “degradare” la Difesa civica, percepita come istituzione consolidata.
Ha inoltre sostenuto che l’Ufficio antidiscriminazione dovrebbe intervenire contro qualsiasi discriminazione, anche quando riguarda l’uso della madrelingua, criticando invece interventi su annunci per residenti o locazioni a residenti, che non ritiene discriminazioni.
Waltraud Deeg (SVP) ha evidenziato la necessità di chiarezza tra quanto contenuto nel testo e quanto proposto con gli emendamenti, riferendo di aver appreso dalla Consigliera di parità Hofer che il Governo non intende abolire questa figura.
Renate Holzeisen (Vita) ha insistito sull’uso di termini corretti per i ruoli, precisando che prima di definire i nomi occorre chiarirne le funzioni.
Harald Stauder (SVP) ha spiegato che il testo mira a rendere più chiara l’organizzazione, così da permettere ai cittadini di sapere dove rivolgersi, ringraziando chi ha collaborato alla proposta.
Ha osservato che, se i responsabili degli organismi fossero stati uomini anziché donne, la discussione sarebbe stata diversa, e ha ricordato il lungo percorso del provvedimento, affrontato anche nell’Ufficio di presidenza, ritenendo che l’attuale assetto sia in parte sfuggito al controllo.
L’obiettivo è creare una struttura efficace e comprensibile a vantaggio delle persone, come primo passo di un percorso che potrà richiedere aggiustamenti in itinere, per garantire flessibilità in una società sempre più articolata.
Sarà predisposto un regolamento interno e la nuova struttura dovrà fungere da punto di contatto capace di offrire un sostegno reale, anche quando la risposta non potrà essere positiva.
Alex Ploner (Team K) ha ricordato che in commissione l’opposizione ha sperimentato di avere la maggioranza e che la richiesta di audizione di Deeg è stata respinta perché tardiva, precisando che, se presentata per tempo, l’avrebbe sostenuta.
Deeg ha contestato questa motivazione.
Myriam Atz (Süd-Tiroler Freiheit) ha spiegato di aver respinto l’audizione per il rischio, alla luce delle intenzioni del Governo, di perdere la Consigliera di parità, ricordando che le leggi possono essere modificate.
Jürgen Wirth Anderlan (JWA) ha ironizzato sui richiami alla democrazia di base e ha segnalato che, in ambiti delicati come la violenza sessuale, l’introduzione di una figura ulteriore fra cittadino e organo competente potrebbe diventare un ostacolo.
Il primo firmatario Arnold Schuler (SVP) ha accolto l’invito di Holzeisen a definire con precisione le competenze e ha chiarito che il tema non era valutare se gli organismi attuali funzionino, ma riconoscere che, con l’ampliamento dei settori, serve una riorganizzazione.
L’alternativa era tra sette organismi separati o un Garante civico con funzione di coordinamento, figura alla quale, se introdotta, va attribuito un adeguato peso.
L’indipendenza aumenterà, perché politica e Segretario generale non avranno voce su budget e personale, con un cambiamento significativo verso una maggiore autonomia.
L’assetto proposto è costruito nell’interesse dei cittadini, per offrire soluzioni rapide, grazie al coordinamento tra aree e a un accesso a bassa soglia.
Resterà comunque possibile rivolgersi direttamente all’area competente, con specifiche misure di facilitazione, per esempio nei casi di violenza sessuale.
Quanto ai timori su una possibile abolizione delle Consigliere di parità a livello statale, si è ritenuto opportuno anticipare le decisioni, e se il quadro è mutato, tanto meglio.
Sulla nomina del Garante per la Terza età si discute da mesi, e nuove audizioni avrebbero ulteriormente ritardato il percorso.
Con la nuova legge la politica fa un passo indietro, restando di competenza dell’Ufficio di Presidenza soltanto l’approvazione del regolamento interno.
Sono previste équipe settoriali per un’azione proattiva e di sensibilizzazione.
Quanto alla denominazione in tedesco tra Leiter e Garant, non esiste un termine perfetto e la priorità è la chiara definizione delle competenze.
Con 31 sì all’unanimità è stato approvato il passaggio alla discussione articolata.
L’articolo 1, dedicato a oggetto e finalità, è stato emendato su proposta di Franz Ploner per una correzione sintattica alla lettera a), accolta dal primo firmatario Schuler, quindi approvato con 26 sì e 4 astensioni.
L’articolo 2 definisce l’organizzazione e ha visto la presentazione di diversi emendamenti.
Zeno Oberkofler (Gruppo verde) ha proposto, fra l’altro, che il personale sia assegnato dal Consiglio provinciale su proposta del Segretario generale e che, nella selezione, siano coinvolti i responsabili delle aree.
Arnold Schuler ha chiesto di riformulare i commi 3 e 4, stabilendo che il Garante delega, e non solo può delegare, i compiti ai responsabili.
Waltraud Deeg (SVP) ha avanzato proposte per rafforzare l’indipendenza dei responsabili e ha suggerito, per il comma 4, l’obbligo di delega.
Franz Ploner (Team K) ha presentato un emendamento con il medesimo obiettivo.
Sandro Repetto (Partito Democratico) ha proposto che l’appartenenza linguistica dei responsabili rispecchi le proporzioni dei gruppi linguistici in provincia.
Schuler ha chiarito che il Garante ha un compenso più elevato per la maggiore responsabilità e che almeno uno dei nominati dovrà appartenere a un gruppo linguistico diverso, mentre non è possibile garantire la proporzionale per la scarsità di candidature.
Ha inoltre proposto di aggiungere al comma 6 la possibilità di rivolgersi direttamente alle aree di riferimento.
Franz Ploner ha suggerito di eliminare in tedesco la parola “normale” al comma 9.
Oberkofler ha proposto che il sostituto o la sostituta del Garante appartenga a un gruppo linguistico diverso e che i locali messi a disposizione gratuitamente non valgano solo per il Garante ma anche per i responsabili delle aree.
Deeg ha proposto che il regolamento non sia stabilito dal solo Ufficio di Presidenza, pur avendone fiducia, ma che sia acquisito anche il parere non vincolante della competente commissione legislativa.
Repetto ha ritenuto che almeno due dei sette responsabili debbano appartenere a un gruppo linguistico diverso.
Josef Noggler (SVP) ha riflettuto sul concetto di ordinaria amministrazione, osservando che, se l’assenza del titolare si protrae, non ci si può limitare a tale gestione.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha chiesto se applicare la proporzionale provinciale o quella del Consiglio provinciale e ha preannunciato la proposta di istituire, a inizio legislatura, una commissione nomine a maggioranza ponderata per formulare all’aula le proposte di candidatura.
Anna Scarafoni ha affermato che una cosa non esclude l’altra e che una commissione nomine potrebbe aiutare a considerare in modo propositivo la proporzionale, esistente ma spesso trascurata.
Franz Ploner ha rilevato che il testo italiano dell’articolo 9 parla di normale amministrazione e che lo stesso termine dovrebbe essere usato in tedesco.
Sven Knoll ha criticato la difesa della proporzionale solo quando conviene e ha ricordato che in passato si è sempre scelto in modo oggettivo tra i candidati, ma che molti candidati di lingua italiana non comprendevano domande poste in tedesco e non conoscevano le realtà periferiche, rischiando di delegare a un collaboratore.
Ha avvertito che, scegliendo persone non adatte, si minerebbe la fiducia nei confronti degli organismi.
Christian Bianchi (Forza Italia – Uniti per l’Alto Adige) ha osservato che alcuni candidati non avevano compreso domande poste in dialetto e ha riportato l’attenzione sui requisiti, apprezzando la proposta di Foppa di adottare la proporzionale provinciale in questo ambito.
Schuler ha precisato, a proposito dell’articolo 9, che in caso di assenza del titolare ci si deve limitare all’amministrazione ordinaria, per evitare modifiche agli aspetti fondamentali, e che nella scelta dei responsabili contano soprattutto competenze, sensibilità e idoneità, più che l’appartenenza linguistica.
Per Deeg non ha ritenuto necessario introdurre il parere della commissione legislativa, ritenendo il testo già sufficientemente preciso.
Sono stati accolti la prima parte dell’emendamento di Oberkofler, che prevede l’assegnazione del personale al Garante da parte del Consiglio provinciale su proposta del Segretario generale, gli emendamenti di Schuler ai commi 3 e 4 (con obbligo di delega) e al comma 8 per consentire il contatto diretto con i responsabili, nonché gli emendamenti di Ploner e di Oberkofler all’articolo 9.
Deeg ha chiesto chiarimenti su diritto di direzione e istruzioni, mentre Foppa ha osservato che tali termini non compaiono più nel testo.
Schuler ha spiegato che i responsabili sottostanno alla Garante o al Garante, che ha la responsabilità complessiva e deve poter intervenire quando qualcosa non funziona.
L’articolo 2 è stato approvato con 22 sì e 8 astensioni.
La seduta si è conclusa questa mattina e con essa la sessione di aprile.
La discussione del disegno di legge n. 67/26 proseguirà nella sessione di maggio.
Nessuna seduta è prevista nel pomeriggio.

