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COMUNE DI NAPOLI * :«21 BENI CONFISCATI A BANDO PER PROGETTI DI RIUTILIZZO SOCIALE DEL TERZO SETTORE»

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18.00 - sabato 9 maggio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il Comune di Napoli mette a bando 21 beni confiscati: al via l’assegnazione per progetti di riutilizzo sociale

Il Comune di Napoli ha pubblicato un nuovo Avviso Pubblico per l’assegnazione di 21 beni immobili confiscati.

L’iniziativa, promossa dal Servizio Beni Confiscati dell’Ente, mira a individuare soggetti del Terzo Settore a cui affidare immobili sottratti alle mafie in concessione gratuita, con l’obiettivo di trasformare tali spazi in presidi di socialità, cultura e solidarietà a beneficio dell’intera comunità cittadina.

I dettagli del bando

L’avviso prevede l’affidamento di 21 unità immobiliari distribuite sul territorio comunale. I progetti presentati dai partecipanti dovranno avere una chiara impronta di riutilizzo sociale, promuovendo attività senza scopo di lucro che rispondano ai bisogni del territorio, quali servizi alla persona, centri aggregativi, laboratori educativi o iniziative di economia solidale.

Termini e modalità di partecipazione

Scadenza presentazione domande: Le richieste di partecipazione dovranno pervenire entro e non oltre le ore 13:00 del 24 luglio 2026.

Sopralluoghi obbligatori: Ai fini della partecipazione, è necessario effettuare un sopralluogo presso gli immobili. La richiesta per il sopralluogo deve essere inviata tramite PEC all’indirizzo [email protected] entro le ore 12:00 del 3 giugno 2026, seguendo il calendario tassativo allegato all’avviso.

Soggetti ammessi: Possono presentare domanda enti del Terzo Settore, associazioni, cooperative sociali e organizzazioni di volontariato, come previsto dal Codice Antimafia.

Un segnale di riscatto per il territorio

“Con questo bando – ha dichiarato l’assessore alla Legalità Antonio De Iesu – restituiamo alla collettività spazi che prima erano simboli di sopraffazione mafiosa,” commentano dall’Amministrazione comunale. “La gestione sociale di questi beni non è solo un atto amministrativo, ma una scelta politica di campo: trasformare il patrimonio sottratto alla criminalità in motori di sviluppo e cittadinanza attiva.”

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