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COMUNE CATANZARO * : «LISTE D’ATTESA, BARBERIO: “LA REGIONE È COMPLETAMENTE DISTACCATA DALLA REALTÀ VISSUTA DAI CALABRESI”»

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12.00 - lunedì 1 giugno 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Liste d’attesa, Barberio: “La Regione è completamente distaccata dalla realtà vissuta dai calabresi”

Leggere i toni trionfalistici diffusi da Azienda Zero sulle liste d’attesa provoca amarezza e indignazione. Mentre la Regione millanta risultati straordinari, la realtà quotidiana racconta di cittadini esausti, famiglie abbandonate e pazienti oncologici disperati costretti ad aspettare diversi mesi per una visita o un esame salvavita.

Chi governa la sanità calabrese appare ormai completamente distaccato dalla realtà vissuta dai cittadini. Sarebbe importante capire se i vertici regionali abbiano mai verificato davvero i tempi necessari per prenotare una TAC, una MOC, una visita oculistica o una colonscopia nelle strutture pubbliche calabresi. Basta confrontarsi con qualsiasi famiglia per comprendere che la situazione reale è ben diversa da quella raccontata nei comunicati ufficiali.

Dietro i report e le classifiche ci sono persone in carne ed ossa che continuano a fare viaggi della speranza, a pagare prestazioni private perché il pubblico non riesce a garantire tempi dignitosi, oppure a rinunciare del tutto alle cure.

La propaganda non cancella le file interminabili nei CUP, la carenza di specialisti, i pronto soccorso al collasso e le disuguaglianze tra territori. In molte aree della Calabria ottenere esami diagnostici e visite specialistiche in tempi accettabili resta un’impresa impossibile.

Ed è legittimo chiedersi come questa Regione pensi concretamente di fare prevenzione con tempi d’attesa così lunghi. La prevenzione funziona solo se gli esami arrivano in tempo utile. Quando una colonscopia o un controllo diagnostico vengono fissati dopo mesi, si mette seriamente a rischio la salute delle persone e si vanifica ogni campagna di screening e tutela sanitaria.

Se davvero la situazione fosse così positiva, non avremmo migliaia di cittadini costretti ogni anno a curarsi fuori regione. La verità è che il sistema sanitario calabrese continua a vivere enormi criticità e i cittadini lo sanno bene sulla propria pelle.

Ringraziare medici e operatori sanitari è doveroso, perché spesso lavorano in condizioni impossibili e tengono in piedi il sistema con sacrifici enormi. Ma proprio per rispetto verso di loro e verso i pazienti, servirebbe meno autocelebrazione e più verità.

La sanità non si misura con i comunicati stampa, ma con il diritto reale dei cittadini a ricevere cure tempestive e dignitose. Su questo terreno la Calabria è ancora molto lontana dagli standard che i calabresi meritano.

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