(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La bocciatura da parte dell’europarlamento della Commissione Ue di vietare la produzione di olio di soia rappresenta una nostra vittoria, ottenuta grazie al lavoro portato avanti assieme ai deputati italiani per impedire una misura dagli effetti catastrofici per la filiera mangimistica e per gli allevamenti nazionali.
Ad affermarlo sono Coldiretti e Filiera Italia in occasione dell’approvazione dell’obiezione alla proposta di revisione del regolamento Iluc presentata dall’esecutivo a guida Von der Leyen per tagliare gradualmente il contributo agli obiettivi di energia rinnovabile dei biocarburanti, bioliquidi e combustibili da biomassa considerati “a elevato rischio di cambiamento indiretto di destinazione d’uso dei terreni”.
Pur condividendo l’obiettivo di contrastare il cambiamento indiretto dell’uso del suolo, la proposta della Commissione europea presenta una grave incongruenza – denunciano Coldiretti e Filiera Italia – poiché applica alla soia un coefficiente di rischio calcolato su scala mondiale, senza distinguere tra le produzioni ottenute in aree interessate dalla deforestazione e quelle coltivate in Europa.
In questo modo la soia italiana ed europea, prodotta su terreni agricoli consolidati e senza effetti sul cambio di destinazione d’uso dei suoli, verrebbe equiparata a quella proveniente da Paesi dove esistono reali criticità ambientali.
Un’impostazione figlia di una visione ideologica basata sui modelli teorici del Green deal – spiegano Coldiretti e Filiera Italia – e non sulle caratteristiche dei diversi sistemi produttivi, che rischia di penalizzare ingiustamente proprio l’Italia che è il primo produttore europeo di soia, compromettendo la competitività delle filiere mangimistica e zootecnica e indebolendo gli stessi obiettivi di autonomia strategica e sviluppo dei biocarburanti che la stessa Unione europea si è posta.
