(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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«L’attacco degli Stati Uniti a Caracas chiarisce definitivamente la natura del nuovo scenario globale: qui non c’entra nulla la democrazia, c’entra solo il petrolio. Non siamo davanti a episodi isolati, ma a un nuovo ordine mondiale fondato sulla forza militare e sugli interessi energetici.
Si bombarda il Venezuela e si colpisce la Nigeria, due grandi produttori di idrocarburi ancora relativamente indipendenti, esclusivamente per il controllo delle risorse fossili. È questa la vera posta in gioco: chi controlla petrolio e gas controlla potere politico, equilibri geopolitici e rapporti di forza globali.
La caduta del diritto internazionale apre l’epoca del diritto del più forte e del doppio standard nelle guerre: da quella russa in Ucraina a Gaza, dove i carnefici vengono difesi da Trump. Domani sarà considerato legittimo che la Cina invada Taiwan. Quando passa il principio che le controversie si risolvono con le armi, ogni confine diventa negoziabile con la guerra.
Siamo davanti a una saldatura pericolosa tra micro e mega sovranismo che distrugge interdipendenza e legalità internazionale e impone un nuovo neocolonialismo fondato sull’alleanza tra capitalismo finanziario e potenza militare. Uscire dalla dipendenza dai fossili e difendere il diritto internazionale non è solo una scelta ambientale, ma una scelta di pace».
