Di Luca Franceschi
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Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, critica duramente il decreto governativo sul Ponte sullo Stretto, sostenendo che non prende in considerazione le osservazioni della Corte dei Conti. Secondo quanto dichiara, il provvedimento continua a violare la direttiva Ambiente e la direttiva Appalti, rappresentando un ulteriore esempio di forzatura contro la legge voluta da Salvini.
L’esponente dei Verdi denuncia come l’opera rappresenti un grande vantaggio per i privati, come evidenziato anche dall’ANAC, e definisce il comportamento dell’amministrazione come arrogante e irrispettoso nei confronti delle norme e delle decisioni degli organi dello Stato.
Bonelli pone l’accento sul costo complessivo dell’intervento, quantificato in 14 miliardi di euro, ritenendo che tali risorse dovrebbero essere indirizzate verso le vere priorità nazionali. In particolare, sottolinea come il Paese necessiti di affrontare innanzitutto la questione energetica, per la quale propone soluzioni alternative al nucleare.
Le alternative suggerite da Bonelli passano attraverso il raggiungimento della sovranità e dell’autonomia italiana mediante lo sviluppo delle fonti rinnovabili, nonché attraverso investimenti sostanziali nel settore del trasporto pubblico. Secondo il deputato, queste scelte rappresenterebbero un approccio più responsabile e vantaggioso per il territorio.
Bonelli definisce il persistente impegno di Salvini sul Ponte come un capriccio irresponsabile, sottolineando come la premier Meloni non riesca a contrastare questa volontà politica. Conclude affermando che questo orientamento genera un danno considerevole, i cui costi ricadono infine sulla popolazione italiana attraverso le tasse e i finanziamenti pubblici.
