Di Luca Franceschi
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Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, ha denunciato in Aula alla Camera dei Deputati come il governo abbia proceduto con tempestività a sistemare uno dei suoi uomini nel decreto Piano Casa. La nomina dell’architetto Felice Squitieri, ex coordinatore romano della Lega e responsabile dell’Energia del partito nel Lazio, a commissario straordinario per il Piano Casa rappresenta secondo Bonelli l’ennesima prova di come la destra utilizzi le istituzioni per occupare posizioni di potere e distribuire incarichi ai fedeli del partito.
Squitieri potrà contare come commissario straordinario del Piano Casa su un compenso che può raggiungere i 655 mila euro in diciotto mesi. A questa cifra si aggiunge il compenso previsto per il subcommissario, con un totale che arriva a circa un milione di euro per coprire le spese di commissario e subcommissario.
Ma il decreto prevede ulteriori nominche. Secondo l’articolo 9, infatti, è previsto un altro commissario per i piani integrati che beneficerà di un compenso analogo al precedente. Il dato che emerge con maggiore evidenza secondo Bonelli è che il decreto destina soltanto 2 milioni di euro per i morosi incolpevoli, una cifra inferiore a quella spesa da Salvini per gli stipendi dei suoi commissari. Per sostenere migliaia di famiglie che rischiano lo sfratto si trovano risorse limitate, mentre per i commissari e subcommissari si stanziano oltre 2 milioni di euro. Bonelli parla di “odiosa iniquità” che rispecchia perfettamente il volto della destra italiana.
Bonelli sottolinea inoltre una questione politica e istituzionale di grande rilievo: Salvini non ha nemmeno aspettato che il Parlamento completasse l’esame del provvedimento prima di procedere alla nomina del commissario. Tale scelta, avvenuta prima della conversione definitiva del decreto, rappresenta ancora una volta la scarsa considerazione che l’esecutivo ripone nel ruolo del Parlamento.
La Lega di Salvini, conclude Bonelli, continua a distribuire incarichi e compensi generosi agli uomini del partito mentre milioni di cittadini affrontano affitti insostenibili, sfratti e salari insufficienti. Piuttosto che un Piano Casa che affronti genuinamente la crisi abitativa, il governo costruisce quello che Bonelli definisce un “piano poltrone sulle spalle di chi una casa non riesce più a permettersela”. Le nomine rappresentano secondo il deputato il vero salario minimo di Salvini.
