Di Luca Franceschi
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Il decreto legge sul Piano casa, recentemente approvato in Commissione Ambiente, rappresenta secondo Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, un vero e proprio manifesto alla speculazione immobiliare e ai privilegi riservati al cerchio magico dei fedelissimi del governo.
L’articolo 3 del decreto legge individua la figura del commissario e del subcommissario, ai quali vengono attribuite competenze straordinarie. Questi soggetti potranno operare in deroga e decidere autorizzazioni urbanistiche anche in aree vincolate, senza rispettare i piani regolatori stabiliti dai Comuni, i vincoli idrogeologici e gli standard urbanistici previsti dalla normativa.
Il governo ha previsto compensi significativi per queste figure: 416.000 euro annui per il commissario e 248.000 euro per il subcommissario. Si tratta di stipendi che derogano al tetto massimo previsto nella pubblica amministrazione, rappresentando quella che Bonelli definisce una moltiplicazione dei posti e dei compensi milionari realizzata con l’alibi dell’emergenza abitativa, trasformandosi in uno stipendificio.
Bonelli sottolinea il paradosso della situazione: davanti a 8 milioni di abitazioni sfitte nel Paese, il governo di Giorgia Meloni decide di utilizzare l’emergenza sociale della casa per consentire ai fondi immobiliari, comprese società estere che investiranno oltre 1 miliardo di euro, di ottenere semplificazioni urbanistiche significative. Nel contempo, il commissario straordinario avrà il potere di modificare profondamente il territorio.
Ma le criticità non si fermano qui. L’articolo 9 del decreto, secondo quanto riferito, contiene un emendamento inserito dai relatori che consente la vendita del patrimonio pubblico, inclusi gli immobili ad uso abitativo, ai fondi immobiliari. Bonelli pone una domanda provocatoria: perché non assegnare queste case a chi realmente ne ha bisogno invece di venderle a chi fa speculazione immobiliare?
