(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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«Siamo davanti a una norma scandalosa e incostituzionale che rovescia il principio cardine dell’articolo 36 della Costituzione. Il governo Meloni si trasforma in un governo sfruttatore stabilendo per legge che non pagare il giusto i lavoratori è legale. Questo accade per impedire l’applicazione della sentenza di un giudice che ha stabilito che la paga deve essere proporzionata e ha accertato che una retribuzione dev’essere conforme ai principi dell’articolo 36 della Costituzione e che il datore di lavoro deve corrispondere la parte di salario aggiuntiva non versata. È la cancellazione per legge delle tutele costituzionali del lavoro, è la legalizzazione dello sfruttamento».
Lo afferma Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde, commentando una modifica approvata in commissione al Senato e contenuta nel testo in approvazione in Aula.
«La norma – spiega Bonelli – riguarda casi già definiti dai tribunali: salari dichiarati ingiusti e incostituzionali. Eppure il governo decide che basta aver applicato un qualsiasi contratto collettivo, anche pirata e firmato da sigle minoritarie, per evitare di corrispondere la differenza stabilita dal giudice. In questo modo si svuotano le sentenze, si aggira l’articolo 36 e si legittima il dumping salariale».
«È una scelta politica chiarissima: difendere chi sottopaga e colpire i lavoratori poveri. Invece di introdurre il salario minimo, rafforzare i controlli e combattere i contratti pirata, la destra smonta la tutela costituzionale e trasforma lo sfruttamento in una pratica tollerata dallo Stato».
«Questa norma non è un tecnicismo, è un precedente gravissimo: afferma che la dignità del lavoro può essere compressa per legge e che una sentenza può essere resa inutile dal potere politico. Chiediamo il ritiro immediato: la Costituzione non è carta straccia e non può essere piegata agli interessi di chi fa profitti sui salari da fame».
