Di Luca Franceschi
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Le denunce di torture, molestie e violenze sessuali subite dagli attivisti della Global Sumud Flotilla rappresentano fatti agghiaccianti che meritano una risposta decisa e immediata. Tuttavia, questi episodi non devono essere considerati come fenomeni isolati, ma vanno compresi come parte di un quadro molto più ampio e grave: quello dello sterminio del popolo palestinese a Gaza e in Cisgiordania, un orrore che continua da anni sotto lo sguardo della comunità internazionale.
Secondo quanto sostiene Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, queste violenze non rappresentano l’operato di un singolo ministro estremista come Ben Gvir, ma costituiscono l’applicazione diretta della strategia complessiva del governo Netanyahu. La responsabilità principale ricade quindi su Benjamin Netanyahu, il quale va considerato il mandante sia politico che militare di ciò che accade in mare, a Gaza e in Cisgiordania. Separare questi fenomeni equivarrebbe a scagionare il vero responsabile.
Le sanzioni che il Ministro Tajani chiede contro Ben Gvir, secondo Bonelli, servono prevalentemente a fornire una copertura politica a Netanyahu, il quale resta il vero stratega dietro al genocidio di Gaza e alla pulizia etnica in Cisgiordania. Di conseguenza, non è sufficiente puntare il dito contro un singolo esponente del governo israeliano.
Per questa ragione, Bonelli sostiene che il governo italiano deve intervenire immediatamente: raccogliere le testimonianze degli attivisti della Flotilla, trasmetterle alla Corte Penale Internazionale e richiedere sanzioni non rivolte a un ministro singolo, ma all’intero governo Netanyahu. Secondo il deputato di Europa Verde, non sono più tollerabili né il silenzio né le risposte parziali e insufficienti di fronte a quanto sta accadendo.
