Di Luca Franceschi
///
Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, interviene criticamente sulla politica energetica del governo italiano in relazione al viaggio della premier Meloni nel Golfo. Secondo Bonelli, questo spostamento diplomatico rappresenta un chiaro elemento di fallimento e di disperazione politica che ricade direttamente sulle spalle dei cittadini italiani.
L’esponente di Europa Verde si domanda quale evento dovrebbe verificarsi affinché il governo italiano decida di cambiare rotta sulla questione energetica. Bonelli sottolinea come l’Italia continui a trovarsi in una posizione di fragilità geopolitica, ricercando forniture di gas e petrolio in base alle situazioni contingenti e ai conflitti internazionali. Secondo la sua analisi, la premier Meloni orienta lo sguardo verso il passato anziché verso la modernizzazione del Paese, che dovrebbe avvenire attraverso l’investimento nelle energie rinnovabili. Tale transizione permetterebbe all’Italia di sottrarsi ai ricatti geopolitici e di non dipendere dai “signori della guerra” come Trump e Netanyahu.
Bonelli critica duramente la coerenza del governo, evidenziando il contrasto tra la retorica sovranista e patriottica dei ministri e le loro azioni concrete. Afferma che coloro che si presentavano come sovranisti e patrioti si sono trasformati in “forestieri in Italia” e patrioti nei confronti di Washington. A sostegno di questa tesi cita il dato per cui l’Italia è diventata il primo importatore di GNL, il gas naturale liquefatto, con una quota che raggiunge il 45% delle forniture totali.
Per Bonelli, la soluzione risiede nella costruzione di una vera politica energetica sovrana, basata sulle risorse naturali di cui l’Italia dispone: sole, vento e geotermia. Porta come esempio il caso della Spagna, dove grazie a questa strategia il prezzo spot del megawattora si attesta a 14 euro, mentre in Italia raggiunge i 130 euro. Questo confronto dimostra, secondo il politico, l’irresponsabilità di un governo che non riesce a costruire una politica energetica in grado di garantire autonomia e libertà dai ricatti internazionali. Il costo di questa scelta politica, sottolinea, ricade sui cittadini italiani.
Bonelli riporta inoltre le preoccupazioni espresse dal ministro Giorgetti, che ha ipotizzato un possibile aumento del prezzo del diesel fino a 3 euro nel caso in cui il conflitto internazionale dovesse proseguire. Secondo Bonelli, il governo sta mettendo in ginocchio l’economia nazionale e impoverendo gli italiani perché continua a scaricare i costi sui cittadini comuni anziché tassare coloro che stanno speculando e arricchendosi con l’aumento dei prezzi del gas e dei carburanti.
Nel corso degli ultimi tre anni e mezzo, le società energetiche italiane hanno realizzato profitti che superano i 70 miliardi di euro. Tuttavia, come osserva Bonelli, gli effetti di questa concentrazione di ricchezza sono drammatici per la popolazione: i cittadini pagano con il caro energia, mentre aumenta il numero di famiglie in condizioni di povertà energetica, raggiungendo secondo l’Istat la cifra di 2,7 milioni. Inoltre, gli stessi cittadini versano le loro tasse per finanziare i provvedimenti approvati dall’esecutivo, senza che il governo abbia avuto il coraggio di introdurre una tassazione su chi ha accumulato ricchezze attraverso l’aumento dei prezzi energetici.
