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AVS – ALLEANZA VERDI SINISTRA: «CASA, BONELLI (AVS): PIANO MELONI TRUCCATO SUI NUMERI DÀ VIA LIBERA A SPECULAZIONI IMMOBILIARI DEI COSTRUTTORI»

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10.15 - sabato 2 maggio 2026

Di Luca Franceschi
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Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, critica duramente il piano casa presentato dal governo Meloni, accusandolo di essere “truccato nei numeri” e di rappresentare l’ennesima promessa elettorale non mantenuta. Il politico ricorda che la presidente aveva assicurato, durante il meeting di Rimini, la realizzazione di 100 mila nuovi alloggi a prezzi calmierati. Oggi, dopo quattro anni di governo, il progetto presentato mostra tutt’altra realtà.

Il piano prevede 60 mila ristrutturazioni di abitazioni popolari con uno stanziamento di 1,7 miliardi di euro. Tuttavia, secondo Bonelli, i conti non tornano. Salvini dichiara che il costo medio di una ristrutturazione sarà di 15-20 mila euro, ma il calcolo reale è ben diverso: il costo medio di una ristrutturazione per una casa popolare si aggira attorno ai 400-500 euro al metro quadro, cifra che può salire fino a 1.000 euro al metro quadro qualora si includa l’efficientamento energetico, come richiesto dalla direttiva europea. Applicando questi parametri, le risorse stanziate permetterebbero di intervenire su soli 25 mila alloggi, non sui 60 mila annunciati dalla presidente, a meno che non si intenda realizzare ristrutturazioni di qualità scadente.

Allargando lo sguardo ai numeri complessivi, Bonelli sottolinea che per realizzare 50 mila nuove abitazioni occorrerebbero circa 12,5 miliardi di euro, mentre il governo ne prevede solo 1,7 miliardi. Inoltre, il piano consente ai costruttori di scardinare i piani regolatori qualora investissero più di 1 miliardo per realizzare nuovi complessi immobiliari. Secondo Bonelli, il piano casa della Meloni rappresenta un regalo ai costruttori, che avranno il via libera per edificare in aree attualmente tutelate. Non è casuale, sottolinea, che il ministro della Cultura abbia minacciato di non votare il testo di legge proprio perché, con questa norma, si legalizzerebbe di fatto la speculazione immobiliare.

La critica di Bonelli tocca anche le scelte strategiche del governo. In Italia esistono 8,5 milioni di case sfitte: l’amministrazione avrebbe potuto implementare un vero piano casa pubblico e sociale, acquisendo immobili già esistenti e destinarli a canoni calmierati per quella fascia di ceto medio sempre più impoverita, che oggi non accede all’edilizia popolare ma non riesce nemmeno a sostenere i prezzi del mercato privato.

Come alternativa concreta, Bonelli propone di utilizzare i 14,5 miliardi di euro stanziati per il ponte sullo stretto per acquistare almeno 60 mila abitazioni. In questo modo, senza consumare ulteriore suolo, si potrebbe assegnare rapidamente questi alloggi in affitto a prezzi calmierati, offrendo una risposta immediata e strutturale all’emergenza abitativa del paese.

Infine, Bonelli affronta la questione degli sfratti veloci, norma in discussione al Senato. Secondo il deputato, il governo, con una ferocia senza limiti, si sta rendendo responsabile di portare a vivere in strada oltre 100 mila famiglie che vivono in condizioni di povertà. Chi non riesce a pagare l’affitto verrà sfrattato in soli dieci giorni, senza alcuna alternativa se non quella di trovarsi a vivere sotto i ponti.

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