(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Quanto emerso dall’ultima inchiesta contro il clan Licciardi dimostra, ancora una volta, come la camorra continui a infiltrarsi in ogni spazio possibile, persino nei social network, trasformandoli in strumenti di controllo e intimidazione”. Lo dichiara il deputato Francesco Emilio Borrelli commentando il caso del presunto truffatore individuato grazie a un video pubblicato su TikTok e poi costretto a versare una tangente ai clan.
“Il fatto che un’organizzazione criminale riesca a monitorare la rete meglio di quanto spesso facciano le istituzioni è inaccettabile. Episodi come questo confermano l’urgenza di rafforzare gli strumenti investigativi, ma anche di pretendere maggiore responsabilità dalle piattaforme social, che devono collaborare attivamente per prevenire e contrastare l’utilizzo dei loro servizi a fini criminalità, continua Borrelli.
“Voglio esprimere il mio pieno sostegno ai magistrati e ai carabinieri che hanno condotto l’operazione del 2 dicembre, culminata in 21 arresti. Lo Stato deve essere sempre più presente e deciso, soprattutto nelle periferie dove i clan tentano di imporre il loro controllo. Chi si arricchisce con truffe e criminalità non può pensare di ostentare impunemente denaro sporco sui social, né tantomeno di sfuggire alla giustizia” conclude il deputato.
