Di Luca Franceschi
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Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, ha rivolto un appello diretto al ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin durante l’intervento alla Camera in Question Time. Secondo il rappresentante ambientalista, il ministro avrebbe abdicato al proprio ruolo istituzionale, omettendo di agire come tutore dell’interesse pubblico nella salvaguardia della biodiversità e del patrimonio faunistico nazionale.
Bonelli ha evidenziato come la Commissione europea abbia già espresso chiaramente le proprie preoccupazioni riguardo al provvedimento in questione, segnalando il rischio concreto di violazione delle direttive europee. Di fronte a questo avvertimento, il ministro dovrebbe fornire spiegazioni agli italiani circa le ragioni per cui la maggioranza intende autorizzare la caccia in ambienti sensibili quali i parchi, le spiagge, il demanio marittimo e le aree protette.
Il deputato ha poi denunciato il pericolo specifico rappresentato dall’inclusione di specie vulnerabili come l’oca selvatica e lo stambecco tra gli animali cacciabili, sottolineando come questo aprirebbe la strada a una caccia sostanzialmente priva di limitazioni. Secondo Bonelli, il patrimonio faunistico italiano verrebbe trasformato in un bersaglio permanente, compromettendo gravemente la tutela della natura.
Bonelli ha sottolineato che la protezione dell’ambiente non può essere sacrificata agli interessi delle lobby dei cacciatori. Il ministro dell’Ambiente, a suo avviso, ha il dovere inderogabile di difendere la biodiversità e non può voltarsi dall’altra parte rispetto a questa responsabilità istituzionale. Tale impegno deve essere assolto tanto in nome della stragrande maggioranza degli italiani, contraria a forme di caccia incontrollata, quanto in considerazione delle generazioni future, alle quali occorre trasmettere un Paese che protegge e valorizza la natura piuttosto che distruggerla.
Per questi motivi, Bonelli ha chiesto esplicitamente a Pichetto Fratin di esercitare finalmente le proprie funzioni ministeriali fermando il provvedimento legislativo, richiedendo modifiche sostanziali e impedendo l’approvazione di una legge che definisce come un vero abominio contro la fauna selvatica e l’ambiente.
