Di Luca Franceschi
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Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, critica aspramente la gestione della politica energetica e internazionale del governo Meloni. Secondo il parlamentare, la Presidente del Consiglio ha perso completamente la voce sulla guerra in corso, interviene su qualsiasi tema ma rimane silente di fronte a un conflitto che sta trascinando il mondo verso il collasso.
Bonelli contesta il fatto che l’esecutivo non condanni la guerra promossa da Trump e Netanyahu, sottolineando come questa sia una violazione del diritto internazionale destinata a portare non democrazia, bensì instabilità, morte e povertà. A suo avviso, il governo Meloni non solo tollera questo conflitto, ma ne è complice attraverso le proprie scelte economiche.
La vera responsabilità attribuita al governo riguarda la politica energetica e i suoi effetti sulle tasche degli italiani. Bonelli denuncia come la gestione Meloni abbia generato un “salasso” per i cittadini attraverso l’aumento dei costi energetici direttamente legato al conflitto internazionale in corso. Secondo il deputato, il governo ha deliberatamente incrementato la dipendenza dal gas proveniente dai Paesi arabi e dagli Stati Uniti di Trump.
Il co-portavoce di Europa Verde sostiene che l’esecutivo avrebbe dovuto operare nella direzione opposta: aumentare le installazioni di impianti rinnovabili per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, anziché accentuarla. Bonelli cita i dati relativi al 2025, quando le installazioni di energie rinnovabili hanno registrato un calo del 27%, e prospetta ulteriori peggioramenti con l’approvazione del decreto bollette.
Infine, Bonelli reinterpreta il concetto di patriottismo, affermando che i veri patrioti sono coloro che si oppongono alle scelte del governo, non chi le sostiene. Accusa Meloni di aver ceduto gli interessi italiani agli Stati Uniti, costringendo i cittadini a pagare un’energia più cara e a sopportare le conseguenze di una guerra perpetrata da chi ha violato il diritto internazionale per tutelare esclusivamente i propri interessi attraverso il ricorso alla forza militare.
