Di Luca Franceschi
///
Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, accusa il governo Meloni di essere responsabile della crisi energetica attraverso scelte politiche deliberate. Secondo Bonelli, ministri come Giorgetti e Salvini hanno sabotato il Green Deal e le energie rinnovabili, rendendo l’Italia sempre più dipendente da gas e petrolio, e oggi presentano manovre correttive che non affrontano le vere cause del problema.
Il parlamentare sottolinea come l’esecutivo si prepari a intervenire con il denaro pubblico per sostenere famiglie e imprese colpite dal caro energia, senza però tassare i profitti miliardari accumulati dalle società energetiche come l’Eni negli ultimi anni, cifre che superano i 70 miliardi di euro. Bonelli critica inoltre le richieste di deroghe al Patto di stabilità, affermando che la crisi energetica non è un evento casuale ma il frutto di decisioni governative sbagliate.
A sostegno della propria tesi, Bonelli ricorda che alla fine del 2022 le imprese italiane avevano proposto ben 60 gigawatt di nuova capacità rinnovabile, con 85 miliardi di investimenti privati pronti a essere stanziati. Questo progetto avrebbe significativamente ridotto la dipendenza dal gas, abbattendola di 15 miliardi di metri cubi, una quantità equivalente a tutto il gas importato dagli Stati Uniti e dal Qatar. Il governo, però, ha scelto di bloccare le autorizzazioni per le rinnovabili, registrando un calo dell’8,2 per cento nel 2025.
Come risposta alla crisi, il governo Meloni ha stanziato soltanto 250 milioni di euro per un bonus di 55 euro, utilizzando risorse pubbliche per tamponare una situazione che avrebbe dovuto essere affrontata dalle radici. Bonelli conclude affermando che il governo continua a proteggere gli interessi dei grandi gruppi energetici, invece di colpire gli extraprofitti con la tassazione e di sbloccare realmente lo sviluppo delle energie rinnovabili.
