(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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«La sentenza del Tribunale di Roma rappresenta una sconfitta netta e clamorosa del Garante per la protezione dei dati personali e smaschera l’uso politico di un’autorità che avrebbe dovuto tutelare i diritti, non colpire la libertà di informazione.
L’annullamento della sanzione da 150 mila euro inflitta alla Rai per la diffusione, da parte di Report, dell’audio tra l’ex ministro Gennaro Sangiuliano e la moglie Federica Corsini, era legittima ed essenziale per comprendere fatti di evidente interesse pubblico, smentendo in modo inequivocabile l’uso distorto dell’Autorità come strumento di pressione politica. Non si è trattato di una tutela dei dati personali, ma di un tentativo di colpire e intimidire il giornalismo d’inchiesta e di scoraggiare chi informa i cittadini su vicende di rilevanza pubblica.
Questa sentenza smaschera un fatto politico grave: un’Autorità indipendente è stata piegata agli interessi del governo per colpire Report e il giornalismo d’inchiesta, nel tentativo di imbavagliare l’informazione critica e proteggere il potere. È un precedente pericoloso che il Tribunale ha fermato con chiarezza.
Viene così riaffermato un principio fondamentale della democrazia: la libertà di stampa non si sanziona, non si intimida e non si usa la legge per zittirla. Chi ha provato a trasformare il Garante in un’arma contro il giornalismo d’inchiesta ha fallito. Ora attendiamo le dimissioni immediate di un’Authority che si è trasformata in una vergogna nazionale.»
