Di Luca Franceschi
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Il Ministero della Cultura ha negato il finanziamento al documentario “Tutto il male del mondo”, opera che affronta la storia di Giulio Regeni, il ricercatore italiano sequestrato, torturato e ucciso al Cairo nel 2016. Si tratta di un film già realizzato, che ha ottenuto riconoscimenti e il supporto di numerose università, ma che rimane escluso dai fondi pubblici.
Secondo Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde, la decisione rappresenta una scelta di natura politica piuttosto che una valutazione di tipo artistico. La negazione del finanziamento avrebbe l’effetto di impedire che l’opera giunga nelle sale cinematografiche, impedendo così di raccontare ai cittadini chi e perché ha ucciso Giulio Regeni, una verità che evidentemente il governo preferisce mantenere nascosta.
Bonelli rivolge direttamente la parola al ministro Giuli, affermando che non può sottrarsi alle responsabilità di questa decisione. O il ministero non è stato capace di riconoscere il valore artistico dell’opera, oppure ha deliberatamente avallato una scelta di natura politica. In entrambi gli scenari, la responsabilità risulta particolarmente grave.
Il deputato sottolinea inoltre come il governo Meloni, attraverso il ministro Giuli, si assuma una responsabilità pesantissima. Mentre l’esecutivo conduce trattative commerciali su gas e petrolio con regimi che sistematicamente violano i diritti umani, contemporaneamente censura un lavoro che richiede verità e giustizia per il caso Regeni.
Per fare luce su questa decisione e sulle responsabilità politiche che l’hanno determinata, Bonelli annuncia che presenterà un’interrogazione parlamentare.
