Di Luca Franceschi
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Giuseppe Del Deo è stato nominato vicedirettore del DIS con un decreto presidenziale firmato da Giorgia Meloni l’8 agosto 2024, con decorrenza operativa dal 2 settembre dello stesso anno. A distanza di pochi mesi, con un nuovo decreto del 28 marzo scorso e pubblicato il 3 aprile 2025, lo stesso Del Deo è stato collocato in prepensionamento a soli 51 anni di età.
Il provvedimento rientra in un più ampio riassetto dei vertici dei servizi di intelligence italiano e introduce una disposizione normativa che sta attirando l’attenzione della politica: la cosiddetta “deroga Del Deo”. Questa norma rappresenta una modifica significativa delle regole di incompatibilità precedentemente in vigore, consentendo ai dirigenti apicali dei Servizi di avviare collaborazioni con società private, sia italiane che straniere, immediatamente dopo le loro dimissioni dal settore pubblico.
Nel caso specifico di Del Deo, la deroga ha trovato applicazione immediata. Tuttavia, alla luce delle indagini attualmente in corso, la vicenda solleva interrogativi di rilievo circa le motivazioni sottese alle scelte compiute dal governo.
Angelo Bonelli, deputato dell’Alleanza Verdi Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, ha annunciato il deposito di un’interpellanza parlamentare nella quale richiede spiegazioni al governo. La domanda centrale riguarda i motivi per cui la presidente Meloni ha deciso di sottoscrivere un decreto che consente il prepensionamento anticipato di un alto funzionario dello Stato, introducendo al contempo una deroga che gli permette di operare nel settore privato in settori direttamente connessi alle funzioni pubbliche precedentemente ricoperte.
