Di Luca Franceschi
///
Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, ribadisce con forza la necessità che qualsiasi intervento militare italiano nello Stretto di Hormuz possa avvenire esclusivamente sotto la supervisione dell’ONU e con l’obiettivo dichiarato di ripristinare il rispetto del diritto internazionale. Secondo il politico, la proposta in discussione rischierebbe di trasformarsi in un sostegno diretto alla guerra promossa dall’amministrazione Trump e dal governo Netanyahu, fornendo l’aiuto militare che gli Stati Uniti richiedono da tempo per controllare lo stretto.
Bonelli cita l’esempio della Germania, che ha correttamente deciso di astenersi, ritenendo indispensabile che qualunque intervento sia inquadrato all’interno di un mandato delle Nazioni Unite. Il deputato evidenzia come la situazione attuale rappresenti un’escalation pericolosa, generata da decisioni unilaterali che hanno completamente azzerato qualsiasi prospettiva di soluzione diplomatica.
La destabilizzazione dell’intera regione, secondo Bonelli, è alimentata dall’atteggiamento contraddittorio degli Stati Uniti, che oscillano tra la chiusura dei porti e segnali incoerenti riguardanti le possibilità di negoziato con l’Iran. Questa situazione espone la sicurezza globale a rischi sempre più considerevoli.
Il co-portavoce di Europa Verde insiste sulla necessità che il Parlamento italiano sia pienamente coinvolto nel processo decisionale e che si esprima in modo esplicito su questa questione cruciale. Bonelli ribadisce che nessuna missione militare dovrebbe essere autorizzata senza un mandato ONU e senza il contemporaneo raggiungimento di una tregua genuina e duratura nel conflitto.
In conclusione, Bonelli sottolinea come l’Italia debba abbandonare operazioni che coprano scelte belliche per abbracciare invece un’iniziativa politica e diplomatica incisiva, volta a fermare il conflitto e a ripristinare il primato del diritto internazionale e delle istituzioni multilaterali.
