Di Luca Franceschi
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Con una delibera dello scorso anno, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente ha deciso di non applicare l’articolo 9 del decreto bollette, segnando secondo le opposizioni un fallimento della strategia energetica del governo. Il provvedimento è stato ritenuto dalla stessa Arera come configurante un aiuto di Stato non preventivamente notificato alla Commissione europea, ragione per cui l’applicazione è stata sospesa.
Angelo Bonelli, deputato dell’Alleanza Verdi Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, ha commentato duramente la decisione definendola una “clamorosa batosta” per l’esecutivo. Secondo Bonelli, il decreto originario è stato redatto senza una visione strategica e in violazione delle normative comunitarie, evidenziando l’improvvisazione con cui Palazzo Chigi ha affrontato il tema del caro energia.
Il mancato utilizzo della norma rappresenta una figuraccia istituzionale secondo l’esponente dell’opposizione, lasciando imprese e cittadini senza le misure promesse. Bonelli sottolinea come il decreto perde progressivamente parti della sua efficacia, rivelando il carattere tampone e confuso degli interventi governativi nel settore energetico.
L’alternativa secondo Bonelli esiste ed è una scelta seria che il governo rifiuta: tassare gli extraprofitti accumulati dalle grandi società energetiche, che hanno realizzato guadagni eccezionali negli ultimi anni. Un intervento di questo tipo permetterebbe di abbassare realmente le bollette e di accelerare la transizione verso le fonti rinnovabili.
Le critiche si rivolgono anche agli effetti economici complessivi della gestione governativa: scaricando i costi sui cittadini e rallentando l’indipendenza energetica del Paese, secondo Bonelli il governo alimenta inflazione e crisi industriale. Per questo motivo chiede che l’esecutivo si presenti immediatamente in Parlamento per chiarire l’accaduto e presenti una strategia credibile per affrontare la questione energetica nazionale.
